L’AQUILA – Riunione turbolenta quella del tavolo tecnico sulla ricostruzione, che si è svolta stamattina all’Aquila alla presenza di Gianni Letta.
Ad accendere la miccia le affermazioni fatte ieri dal sindaco Massimo Cialente e dall’assessore comunale Pietro Di Stefano durante l’assemblea nel tendone di piazza Duomo. “La ricostruzione è bloccata dal commissariamento”, hanno detto i due all’unisono.
I nemici dichiarati sono sempre gli stessi: il presidente della Regione Gianni Chiodi e Gaetano Fontana, coordinatore della Struttura tecnica di missione.
È successo, quindi, esattamente quello che Letta voleva scongiurare. Al sottosegretario non interessano le liti locali, ha sempre ribadito che la “governance” della ricostruzione non si tocca e che si è assunto il compito di fare da garante e da paciere tra le varie “fazioni”.
Ad una condizione, però, che “si smetta di parlare e si cominci a lavorare”.
”Ci vuole lo spirito dell’accordo siglato il 26 marzo e bisogna recuperare il tempo perso”, ha aggiunto Letta facendo riferimento all’incontro in cui vennero definite tutti le questioni relative alla ricostruzione delle case ‘E’ e che preannunciò il ritiro delle dimissioni di Cialente.
Tra i temi dibattuti, molto controversa la questione del prezziario regionale per la ricostruzione. Chiodi ha voluto precisare che non ci saranno ulteriori adeguamenti.
Sulle macerie, invece, c’è la notizia che è pronto il decreto di nomina dello ”zar” che sarà, come preannunciato anche da AbruzzoWeb, Giuseppe Romano.
L’assessore comunale all’Ambiente Alfredo Moroni è uscito dall’incontro parzialmente soddisfatto: “Verrà riconosciuto ai Comuni il ruolo di programmazione e decisione sulle macerie, affiancando nella sua attività il soggetto attuatore, il commissario interverrà con i poteri sostitutivi solo in caso di problemi particolarmente complessi”. Chiodi ha provocato L’Aquila: “Se volete fare a meno del soggetto attuatore basta dirlo”.
Senza risposte, però, le domande cruciali, in particolare quelle su chi deve occuparsi del trasporto delle macerie in questa fase di transizione. Sono a rischio blocco, infatti, tutti i cantieri attivi che beneficiano di finanziamento pubblico, quindi ristrutturazioni ma anche le opere provvisionale che prevedono le demolizioni.
Alla fine Giacomo Aiello, capo dell’ufficio legislativo della Protezione civile ha ascoltato le richieste dei sindaci in merito ai bilanci dei comuni. In una prossima ordinanza dovrebbero essere previste misure economiche che compensano i mancati introiti per le casse pubbliche e, forse, il rinvio del pagamento delle rate dei mutui.
L’ARRIVO DI LETTA
Gianni Letta è all’Aquila per partecipare alla riunione del tavolo tecnico per la ricostruzione iniziata alle 9.30.
Dopo la defezione di giovedì scorso, ufficialmente giustificata con i concomitanti impegni governativi del sottosegretario, ma in realtà dovuta alle frizioni con il Comune dell’Aquila, Letta ribadirà che la sua non è una presenza di facciata ma operativa.
Si sa, d’altra parte, che non gli vanno giù i ritardi, le incomprensioni e i litigi che accompagnano la fase di programmazione della ricostruzione “pesante”, quella vera.
I problemi dei sottoservizi, le strategie che cambiano in continuazione (le priorità prima assegnate all’asse corso Vittorio Emanuele – corso Federico II – piazza Duomo – piazza Palazzo poi trasferite alla immediata periferia della città), gli attacchi a Chiodi e Fontana, la polemica se fare o meno i piani di ricostruzione.
Su questi argomenti Letta è stato sufficientemente chiaro l’ultima volta che è stato in città al tavolo tecnico: “Basta chiacchierare e mettetevi a lavorare”.
Oggi, quindi, imporrà un ultimatum: “Se volete continuare a contare su di me non perdete più tempo perché anch’io mi gioco la reputazione con la ricostruzione del capoluogo”.
L’ordine del giorno dell’incontro è lo stesso dell’ultima volta, con qualche aggiunta che accentuerà ancora di più i contrasti.
Tra gli argomenti lasciati in sospeso il 28 aprile che saranno discussi certamente terranno banco quelli dello smaltimento macerie, tre giorni fa bollato dal premier Berlusconi come “esempio dell’incapacità dell’amministrazione di sinistra”, e quello delle reti dei sottoservizi.
Quelli nuovi, invece, saranno gli annunciati ricorsi degli ingegneri contro le convenzioni stipulate dai Comuni con le università e, soprattutto, la proposta del Comune dell’Aquila di modificare l’articolo 6 del decreto commissariale numero 3 del 19 marzo 2010, proprio quello che stabilisce tempi e modalità di redazione dei piani di ricostruzione.
Se non si troverà un’intesa su quest’ultima cosa tra Gaetano Fontana e Massimo Cialente saranno di nuovo scintille. A quel punto Letta potrebbe salutare e chiedere che il suo nome venga depennato dall’elenco degli invitati fissi al tavolo tecnico.
CHIODI: ”PREZZIARIO RICOSTRUZIONE E’ ADEGUATO”
L’AQUILA – “Il prezziario per la ricostruzione è adeguato alle esigenze dei proprietari e delle imprese, come confermato anche dall’Ance, qualunque informazione contraria che voglia alimentare voci di imminenti rialzi delle condizioni economiche sulle opere finanziate con fondi pubblici è falsa”.
Sono le prime dichiarazioni del presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi rilasciate a margine del tavolo tecnico per la ricostruzione che si è svolto all’Aquila alla presenza del sottosegretario Gianni Letta.
Quello del prezziario è stato uno dei temi maggiormente dibattuti tra i partecipanti alla riunione.
“Le risorse messe a disposizione per la ricostruzione – ha aggiunto Chiodi – sono adeguate a garantire quegli standard di sicurezza sismica che prima L’Aquila non aveva. Chi parla di ricostruzione poco sicura fa solo allarmismo”.
Intanto è confermata la notizia che è alla firma del commissario il decreto di nomina del soggetto attuatore per lo sgombero delle macerie, sarà Giuseppe Romano, comandante regionale dei Vigili del fuoco in Sicilia.
RICOSTRUZIONE AVVERRA’ IN PIENA SICUREZZA
L’AQUILA – . I fondi pubblici previsti dal Governo sono adeguati a garantire che la ricostruzione della città dell’Aquila e dei comuni del cratere sia realizzata in completa sicurezza. È quanto emerso dal Tavolo degli Enti istituzionali per la Ricostruzione, coordinato dal Commissario vicario, Antonio Cicchetti, che si è riunito stamane all’Aquila, alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e del Commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi. All’unanimità, si è riaffermata la necessità di ricostruire rispettando adeguati standard di sicurezza.
A questo proposito si è ribadito che i fondi stabiliti per la ricostruzione delle case E sono idonei e sufficienti a garantire all’Aquila e ai Comuni del cratere un alto livello di sicurezza. Una certezza in più viene dal fatto che il Governo ha consentito che i contributi siano elargiti ai cittadini sotto forma di indennizzo e che, dunque, quest’ultimi siano liberi di scegliere progettisti e imprese ai quali affidare i lavori senza ricorrere a procedure di gara come avviene, invece, per la ricostruzione delle opere pubbliche che per la prima volta, grazie al ribasso dei prezzi, avrà un costo inferiore rispetto a quella privata.
L’obiettivo fondamentale, che tutti i soggetti coinvolti vogliono raggiungere, è di accelerare i processi di ricostruzione e di risolvere in modo operativo problemi e difficoltà, partecipando attivamente al Tavolo degli enti, che è il luogo deputato a condividere tutte le decisioni che riguardano il processo di ricostruzione.
Il Tavolo, inoltre, si è interessato delle questioni inerenti l’assistenza alla popolazione, trovando unanime consenso nelle misure da intraprendere, nonché delle problematiche inerenti la rimozione delle macerie e della proposta del Comune dell’Aquila sui piani di ricostruzione.



