L’AQUILA – Rischiano di non riaprire molte attività commerciali e uffici delle zone limitrofe al centro storico e in periferia dell’Aquila compresi in aggregati composti di seconde abitazioni per i quali l’Ursa avrebbe al momento sospeso le pratiche di contributo per le parti comuni.

A parlare di un problema che riguarda anche “i condomini composti da sole seconde case” è l’avvocato aquilano Fausto Corti che sta seguendo molte cause aperte dai cittadini contro il Comune e l’Ufficio speciale per la ricostruzione 

“Fino a qualche tempo fa per questi casi si è adottata una interpretazione dell’Opcm 3805 per cui il contributo per le parti comuni e gli impianti veniva concesso a questi condomini che non comprendevano appartamenti adibiti ad abitazione principali, lasciando esclusi dal contributo solo gli edifici singoli appartenenti ad un solo proprietario – precisa il legale – la ratio è stata questa fino a che non si è arrivati al punto di risolvere il problema per le seconde case singole o composte da più unità abitative con un solo proprietario”.

Secondo Corti oggi ci sono “molti immobili” che restano esclusi dal contributo, soprattutto nelle zone periferiche della città e nelle frazioni, oltre che nei Comuni del cratere. 

“Una irrazionalità nell’interpretazione della norma che penalizza alcuni cittadini rispetto agli altri che secondo l’interpretazione finora adottata hanno potuto beneficiare del contributo – sottolinea – Ora infatti l’Usra sta mutando opinione, rimettendo in discussione la possibilità di concedere  il contributo per le parti comuni ai condomini ed agli aggregati che non comprendono prime case”. 

“La questione delle seconde case singole si è risolta con il Decreto Barca che ha concesso il contributo a quelle del centro storico dell’Aquila, eccezione oggi estesa anche a quelle dei centri storici del Comuni del cratere – aggiunge – Resta il problema di case singole o di interi consorzi fuori dai centri storici che comprendono anche edifici commerciali o di uso diverso da quello abitativo ai quali l’Usra non concederà il contributo per le parti comuni o solo 80 mila euro con i quali si potrà fare poco o nulla”.

Corti si sta occupando di due casi emblematici di edifici dell’800 che si trovano nella frazione di Gignano e Vasche di Tempera. 

“Appartengono entrambi ad un unico proprietario e sono composti da più unità immobiliari e a queste persone l’Usra offre 80 mila o in alternativa nulla – precisa – Le cause in corso per motivi simili a questi sono molte. Le disparità di trattamento si generano sia per i privati che per le attività dentro e fuori le mura. Le prime infatti prendono solo il contributo di 80 mila euro, mentre le seconde prendono il 100 per cento sulle parti comuni”. (m.gal)