L’AQUILA – “Alfredo Moroni sarà ricordato come l’assessore alle Opere pubbliche che, con 50 milioni in cassa, non è riuscito a fare neanche un bando per la ricostruzione di una scuola”.

Così il consigliere comunale dell’Aquila di opposizione Ettore Di Cesare, dai microfoni di AbruzzoWeb, attacca l’ormai ex assessore aquilano che si è dimesso per incompatibilità con il nuovo incarico di direttore amministrativo dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta).

Quella delle scuole è, ricorda Di Cesare, “una battaglia vitale per la città perché la ricostruzione pubblica vacilla e non parte. In cassa ci sono 46 milioni, sufficienti per la totalità dei lavori, stimata in 52 milioni – fa notare – Ma non parte nulla perché il Comune non riesce a fare progetti esecutivi e i bandi di gara”.

“Da 2 anni è così e questa è una precisa responsabilità della Giunta e dell’assessore Moroni, ora che se n’è andato speriamo sia di auspicio perché qualche bando venga pubblicato – insiste – Eppure su questo tema la città si è mossa, ci sono comitati che spingono da anni per una progettazione partecipata, ci sono i presidi che in Consiglio hanno pregato l’amministrazione di essere coinvolti, chi meglio di chi vive quei luoghi tutti i giorni può dare un contributo?”.

A questo punto la palla passerà al successore di Moroni, che il sindaco, Massimo Cialente, e il Partito democratico sembrano faticare un po’ a identificare tra il capogruppo democrat, Maurizio Capri, e il giovane consigliere Stefano Palumbo.

“Con queste premesse il rimpasto non serve a nulla. Non è che per sostituire l’uscente si fa il ragionamento di chi sia la persona più adatta, il più bravo a far funzionare quel settore lì, ma si fanno giochi di partito”, sbotta Di Cesare.

“Prima, nei partiti, ministri e assessori tagliavano i nastri, ma le questioni venivano studiate all’interno dei dipartimenti – conclude – Oggi che i partiti non esistono più, in quei ruoli ci devono andare persone competenti altrimenti non ci capiscono nulla. E infatti la situazione è sotto gli occhi di tutti”.