L’AQUILA – Alcuni fornitori di imprese impegnate nella ricostruzione protestano contro l’Ufficio emergenza e ricostruzione privata del Comune dell’Aquila per la lentezza con cui vengono pagati i Sal (Stati d’avanzamento dei lavori) per lavori finanziati con contributo diretto.
“L’amministrazione – insorgono – sta mettendo in ginocchio le imprese e le attività come la nostra collegate alla ricostruzione. Ci sono ditte che hanno riconsegnato i lavori ormai da più di un anno e ancora non vengono saldate”.
Un ritardo che, chiaramente, si ripercuote sui pagamenti dei fornitori da parte delle ditte boccheggianti, che per le difficoltà in cui versano non sono puntuali, con danni anche per l’indotto.
I fornitori trovano riscontro alla lentezza anche in un’altra veste, come semplici cittadini.
“L’impresa che ha eseguito i lavori a casa mia – spiega uno di loro – ha presentato il primo Sal a febbraio. Sono andato personalmente a chiedere informazioni e mi hanno risposto, con una superficialità disarmante, che stanno pagando dicembre 2010: peccato che è la stessa risposta che mi avevano dato a maggio!”.
“A causa della loro inefficienza e della maledetta burocrazia – si sfogano i fornitori – si rischia che le poche attività che si sono salvate dal terremoto non riescano a salvarsi da loro!”.
“Le imprese hanno accumulato una montagna di debiti con le anticipazioni per i lavori fatti e, siccome non si è innescato l’effetto volano, a causa dei ritardi nelle approvazione delle pratiche ‘E’, versano tutte in uno stato di pre-fallimento”, concludono. (alb.or.)



