L’AQUILA – “Il giorno dopo la riapertura della chiesa di San Biagio all’Aquila, primo monumento rinato nella zona rossa della città, spiace dover constatare che a fronte di un evento, indubbiamente positivo, monsignor Orlando Antonini, da Belgrado, senza aver constatato de visu il lavoro fatto né essersi peritato di approfondire l’argomento abbia avanzato critiche gratuite, al restauro del complesso monumentale, senza alcun fondamento scientifico”.

Lo affermano gli architetti Salvatore Tringali e Rosanna La Rosa, progettisti e direttari dei lavori di restauro.

“Chi fa il mestiere di restauratore e ricostruttore – dicono i due – sa perfettamente che le ricostruzioni sono un lavoro paziente e attento e vanno eseguite con metodo scientifico, tenendo in debito conto il tema della storicizzazione degli edifici tranne nei casi in cui le fabbriche non costituiscano un simbolo, noi riteniamo che questo non è certo il nostro caso”.