L’AQUILA – Nel vertice a Roma di oggi si è parlato anche di piani di ricostruzione e, da quanto si è appreso, Mario Monti ha un po’ pungolato Massimo Cialente sullo stato di quello per L’Aquila.
Il premier ha chiesto al sindaco a che punto sia, il primo cittadino ha risposto che “è pronto”, come affermato di recente alla stampa.
“Se è pronto perché non lo presenta?”, la successiva domanda del presidente del Consiglio, con una leggera nota di critica.
Cialente se l’è cavata con una battuta: “Mi faccia fare una fase di concertazione e lo presenterò. So cosa pensa sulla concertazione, ce ne vuole il minimo indispensabile: la farò velocemente”.
Sui piani di ricostruzione da sempre si consuma lo scontro tra struttura commissariale e Comune, che vorrebbe affidarsi alle previsioni del vecchio piano regolatore del 1975.
Dopo aver ingoiato il boccone amaro dell’obbligatorietà per legge del piano, Cialente il 30 agosto scorso lo annunciò “per settembre-ottobre”, ma non ci sono stati ulteriori scossoni.
Solamente, a fine settembre, è stata consegnata a Gianni Letta, allora sottosegretario, una cartella con documenti molto tecnici, una sorta di pre-piano.
In questi giorni, infine, Cialente ha ripetuto più volte in occasioni pubbliche che “il piano è pronto”, oggi si è sbilanciato anche con Monti. (alb.or.)



