L’AQUILA – Sono due imprese aquilane, la Edilfrair e la Taddei spa, insieme alla ravennate Acmar, ad essersi aggiudicate il mega appalto da 27 milioni per i lavori di ricostruzione delle infrastrutture sotterranee nell’ambito del centro storico.

Un lavoro che rischia però di slittare visto che una delle aziende escluse, la pescarese Alma Cis costruzione impianti, ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Solo il 18 dicembre i giudici esamineranno la richiesta di sospensiva. Fino a quel momento tutto resta fermo.

Le due ditte aquilane, una che fa capo al gruppo del presidente Ance Gianni Frattale e l’altra alla Edimo di Poggio Picenze, riunite in ati con l’azienda di Ravenna, si sono aggiudicate l’appalto presentando un ribasso del 16% a fronte delle altre 11 ditte concorrenti.

I lavori riguardano le aree definite come asse centrale oltre a Santa Maria di Farfa e San Bernardino.

Le opere sono finalizzate alla realizzazione di “nuovi sottoservizi in sostituzione di quelli danneggiati dal terremoto e a rendere più funzionali quelli non danneggiati da sisma”.

L’ente aggiudicatore è la Gran Sasso spa.

Il primo lotto dei lavori dovrebbe essere completato entro 18 mesi dall’avvio del cantiere.

Resta da definire la gara per il secondo lotto che riguarda la restante parte del centro storico e le frazioni: il Cipe ha infatti messo a disposizione 80 milioni complessivi per il mega appalto.