L’AQUILA – Si continua a lavorare sottortraccia negli uffici dei Beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo, uno di quei settori impegnati nella parte probabilmente più delicata e complessa della ricostruzione dell’Aquila post-terremoto.

‘Baciati’ da un immenso patrimonio culturale, degno delle realtà italiane più conosciute e apprezzate nel mondo (senza considerare i tesori polverizzati dai precedenti terremoti), L’Aquila e il cratere sismico necessitano di interventi di grandissimo spessore tecnico ed economico.

A distanza di quasi quattro anni, parlando ai microfoni di AbruzzoWeb il direttore regionale Fabrizio Magani ritiene sia sostanzialmente ben avviato il percorso di recupero e di ricostruzione delle bellezze storiche e culturali aquilane, nonostante qualche battuta di arresto fisiologica.

Per quanto riguarda la situazione di una chiesa tra le più danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009, e tra le più amate mediaticamente, quella delle Anime Sante, come anticipato da questo giornale nelle scorse settimane il Comitato misto italo-francese ha dato l’ok alla validazione del progetto di restauro dell’edificio sacro, in realtà è consacrato a Santa Maria del Suffragio, oggi messo in sicurezza e riaperto saltuariamente per cerimonie religiose anche se solo a metà.

Un ‘colpo’ significativo che rientra nella lunga lista delle ‘adozioni’ dei monumenti aquilani da parte di governi extranazionali.

“Abbiamo chiuso l’accordo con la Francia qualche settimana fa – spiega il direttore – C’era bisogno di un atto aggiuntivo rispetto al protocollo originario. Il progetto esecutivo è stato presentato all’ambasciata di Francia a Roma, alla presenza dell’Ambasciatore. L’accordo è siglato. In questi giorni verrà pubblicato il bando europeo, che è anche complesso nella gestione amministrativa, si tratta di un progetto di circa 8 milioni di euro. Sono orgoglioso del lavoro del mio ufficio”.

“Devono partire i progetti di palazzo Ardinghelli – ha spiegato – del Forte spagnolo cinquecentesco, la chiesa di Onna. Non dobbiamo dimenticare un aspetto, il tema delle ‘adozioni’ vive di grossi tagli e anche di complessità progettuali che corrispondono all’investimento economico. Ma il mondo delle adozioni vive anche di piccoli e modesti contributi destinati a una scultura, a un dipinto, a un restauro di un’opera che sta a cuore a una comunità”.