L’AQUILA – “La ricostruzione del patrimonio artistico e architettonico dell’Aquila e del ‘cratere’ potrà avere importanti ricadute di natura economica non solo sulle grandi imprese specializzate ma anche sulle piccole ditte di artigiani che lavorano nel restauro, e in regione ce ne sono di livello eccellente”.

Lo afferma ai microfoni di AbruzzoWeb il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani, che parla del programma da 525 milioni presisposto dalla soprintendenza per i prossimi nove anni: “era necessario, dopo l’emergenza, tornare alla logica della pianificazione”, spiega.

“E lo abbiamo fatto – precisa – tenendo in considerazione sia il capoluogo sia il resto dei paesi”.

“Abbiamo fatto valutazioni che non vogliono avere la pretesa di sostituirsi alle analisi sociologiche, ma che ci portano a pensare come le chiese o alcuni palazzi sono punti di riferimento delle comunità locali”, aggiunge Magani.

Il direttore sottolinea pure che i suoi uffici sono stati rinforzati a livello di organico, per cui sono “pronti a esaminare le pratiche per la ricostruzione privata che, secondo le ordinanze, sono soggette alla valutazione della Soprintendenza”.

“In questo senso stiamo individuando delle procedure – conclude – che possano accelerare gli iter di approvazione”. (pi.bi.)