L’AQUILA – Saranno le imprese a pagare il costo delle nuove unità di personale che saranno immesse al Genio civile dell’Aquila per tentare di velocizzare l’esame delle pratiche della ricostruzione post-terremoto, indietro mediamente di 6 mesi anche a causa della nuova legge che ha sostituito il semplice deposito dei progetti con l’analisi di merito.
È la novità contenuta in un subemendamento approvato di recente dal Consiglio regionale su sollecitazione dell’Ance.
“Abbiamo trovato un sistema che ha una legittimità giuridica in base al quale le imprese hanno facoltà di pagare un contributo per l’istruttoria delle pratiche del sisma che sarà proporzionale alla volumetria dell’intervento, ma comunque non superiore a 500 euro”, spiega il presidente dei costruttori Ettore Barattelli.
“La nuova norma riguarda le pratiche del cratere del 6 aprile 2009 ed è stata allargata ai comuni del Teramano colpiti dagli eventi sismici più recenti – aggiunge – Con il contributo si costituisce un fondo con il quale la Regione va a pagare gli ingegneri a contratto che entrano al Genio a fare da supporto, che, da quello che so, saranno attinti dal personale di Abruzzo Engineering”, la società regionale salvata dalla liquidazione dall’amministrazione di centrosinistra.
L’aspetto oneroso della soluzione non sembra rappresentare un problema per le imprese, visto che la somma massima del contributo rappresenta comunque un’inezia nell’economia di cantieri spesso milionari.
“Non si tratta di una tassa, ma di un corrisposto che, però, non può essere inserito nel contributo pubblico – spiega Barattelli – L’impresa ha, inoltre, la facoltà di addebitarlo al proprietario, ma sono convinto che non lo farà nessuno perché per noi si tratta di un’agevolazione, l’impresa se lo paga di corsa pur di procedere con i lavori!”.
“Faccio l’esempio di un caso personale: ho un cantiere molto importante fermo e ho stimato che prima di febbraio non riparta – svela Barattelli – Un fermo di lavorazione, per un’impresa che resta con un cantiere sospeso per mesi, costa molto di più di 500 euro”.
In ogni caso, tiene a precisare, “per l’impresa non è un obbligo ma una facoltà”, anche perché “formalmente non potevamo scrivere che pagava l’impresa e non potevamo neanche accettare un balzello per l’inefficienza del pubblico, quindi il termine giuridico si chiama ‘corrisposto’, volendo l’azienda se lo può far ridare dal condominio”.
“A noi risulta che soprattutto Teramo sia indietro di quattro mesi sulle pratiche, L’Aquila un po’ meglio, ma sono comunque indietro”, dice dal canto suo il presidente regionale dell’Ance, Armando Di Eleuterio.
“Sono state distaccate o comunque assunte temporaneamente due unità di personale all’Aquila e due a Pescara e una a Teramo, ma a quanto pare non sono sufficienti: questa settimana ho un incontro con il direttore regionale del dipartimento Opere pubbliche Ernesto Primavera proprio su questo argomento”, chiosa.
L’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila, Pietro Di Stefano, ad AbruzzoWeb già nel settembre scorso aveva garantito che “nel caso un cantiere tardasse a causa del Genio civile, concediamo una sospensione dei termini che decorrono per la conclusione dei lavori, al fine dell’ottenimento del contributo, che generalmente sono di 24 mesi”.
“È uno dei motivi seri – faceva osservare – per i quali non incorreranno nelle penali”.
L’entrata in vigore della legge, che è del 2001 ma che la Regione Abruzzo ha a lungo procrastinato, “ha trovato gli uffici impreparati”, aveva ammesso l’assessore.



