L’AQUILA – “Noi non vogliamo sforare il 3 per cento, non ha senso. Vogliamo andare in Europa, cominciare il semestre dicendo che non siamo più l’Italia che annuncia, ma l’Italia che fa, e avremo grande credito”.

Una mazzata per la ricostruzione dell’Aquila, le prime parole in pubblico di Graziano Delrio, braccio destro di Matteo Renzi e nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, intervistato da Lucia Annunziata nella trasmissione In mezz’ora.

Il 3% è il rapporto imposto dalle istituzioni europee tra deficit e prodotto interno lordo degli Stati membri, che costringe i governi a tagli sistematici e, soprattutto, a non poter spendere indebitando la finanza pubblica.

Tutto il contrario di quello che chiede il “cratere” del 6 aprile 2009, che con una norma pensata dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, osa ‘sfidare’ la Ue chiedendo di sforare il rapporto in caso di grandi calamità naturali come appunto quella di quasi 5 anni fa.

Cialente conosce Delrio e assicura che buoni sono i rapporti, ma alla mezza apertura evocata da Renzi su questa richiesta da inoltrare a Bruxelles, venuta fuori ancora prima che diventasse premier, fa da contraltare ora questa brusca retromarcia del suo numero 2, che spegne un po’ i sogni di ricostruire seguendo il cronoprogramma del Comune, ricevendo 1 miliardo l’anno. Bisognerà accontentarsi.

Eppure, secondo un sondaggio di Ipsos Pa per il Corriere della Sera con 1.001 interviste realizzate, per gli italiani superare il rapporto deficit/Pil è proprio la cosa più giusta da fare.

L’ipotesi di derogare rispetto ai vincoli di bilancio imposti dall’Unione Europea, sforando il 3%, viene ritenuta giusta da quasi due elettori su tre (63%) ma solo il 23% pensa che Renzi riuscirebbe nell’intento di ottenere un via libera da parte dell’Ue mentre il 40% appare rassegnato a un no.

Tra i favorevoli, sono in maggioranza gli elettori del centrosinistra (74%) ma i sostenitori di tutti gli altri partiti sostengono questa eventualità con un consenso omogeneo tra loro.

L’esigenza di superare questi vincoli è molto più sentita di nuovo dai ceti imprenditoriali e professionalizzati e questa volta dal Nordest che spinge forte su questo pedale con il 71% che vuole liberarsi da questi lacci e più di un terzo convinto che ce la si potrebbe fare.

Viceversa un intervistato su quattro ritiene che Renzi abbia torto e dobbiamo innanzitutto tenere in ordine i nostri conti, senza cercare scorciatoie.

LEGNINI NUOVO ASSESSORE A ROMA, RISCHIO GOVERNO SENZA ABRUZZO

Giovanni Legnini verso l’incarico di assessore al Bilancio di Roma Capitale: l’Abruzzo, insomma, potrebbe perdere il suo unico esponente del governo Letta in predicato di essere confermato anche nella squadra di Renzi.

Sono rumors sempre più insistenti, che si susseguono in verità da settimane ma che oggi ritrovano forza.

Voci che allontanano il teatino da palazzo Chigi per posizionarlo al posto dell’uscente Daniela Morgante nella Giunta di Ignazio Marino.

Si tratterebbe di una sorta di “prestito” di un esponente di governo per mettere mano alle complicate casse comunali capitoline.

Un incarico comunque di prestigio per Legnini, che di numeri se ne intende, da ex relatore della legge finanziaria nel 2007 e nel 2012.

Ma la svolta priverebbe appunto la regione dell’unica rappresentanza di governo, visto che nei giorni scorsi, se da un lato sono emersi “segnali positivi” per la conferma alla presidenza del Consiglio, dall’altro si è capito che l’unico che abbia chance è lui, non ci sono outsider come l’iniziale ipotesi della senatrice Stefania Pezzopane.

Un bel dilemma anche per la vicenda della ricostruzione dell’Aquila, la cui delega deve essere ancora attribuita dopo la scomparsa del ministero per la Coesione territoriale che ha portato a defenestrare l’inviso (agli aquilani) Carlo Trigilia.

La tematica potrebbe essere ricompresa in quelle che si trattano dentro palazzo Chigi, con un interessamento del sottosegretario, l’unico già nominato, Graziano Delrio, ma Legnini poteva offrire un puntello importante. Se sarà assessore, verrà meno. (alb.or.)

LE REAZIONI

CIALENTE: ”EMENDAMENTO FUORI DAL CONTO DEL 3%”

“Chiederò che si faccia un emendamento in cui le spese per la ricostruzione da calmità naturali non rientrino nel conto del 3%”.

Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente risponde così alle affermazioni di Graziano Delrio, braccio destro del neo premier Matteo Renzi e nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio che, intervistato da Lucia Annunziata, ha affermato di “non voler sforare il 3%”, cioè il rapporto imposto dalle istituzioni europee tra deficit e prodotto interno lordo degli Stati membri.

Si tratta dell’ennesima mazzata per la ricostruzione dell’Aquila, nell’ottica dei tagli sistematici che si dovranno adoperare per non sforare il tetto imposto dall’Europa.

“Intanto ieri ho parlato con Renzi e mi ha assicurato che prossimamente verrà nel capoluogo per parlare di ricostruzione – ha proseguito Cialente – La questione dell’Aquila sarà seguita direttamente dalla Presidenza del Consiglio, quindi potrebbe essere DelRio stesso a occuparsene o un sottosegretario abruzzese”.  (m.gal.)

LIRIS-PICCININI, ”BRUTTO NO DA DELRIO, SFORAMENTO DEFICIT/PIL UNA PRIORITA”’

“Non abbiamo dovuto aspettare neanche un giorno di vita del nuovo Governo ed è arrivata la prima notizia negativa per gli Aquilani.”

Così il Capogruppo in Comune di Forza Italia Guido Quintino Liris e il rappresentante del gruppo misto Alessandro Piccinini.

“Il sottosegretario Graziano Del Rio, già indicato e invocato in città quale nuovo messia ha chiaramente ribadito un secco no allo sforamento del 3 per cento tra deficit e pil. Era una misura richiesta a gran voce dal territorio aquilano, che vedeva nel possibile sforamento una ricontrattazione dei parametri con l’Europa e possibilità maggiori di finanziamento della Ricostruzione”, continuano i consiglieri di opposizione.

“Quella dello sforamento – affermano ancora – era una battaglia di tutto un territorio, di tutta una città, L’Aquila, e di tutto il Consiglio comunale. Parte veramente male questo Governo. Speriamo che attraverso iniziative politiche e amministrative, la città dell’Aquila ed il Cratere riusciranno a trasmettere l’esigenza di questa misura, essenziale in particolar modo per una realtà come la nostra. Sottoporremo al Consiglio comunale un ordine del giorno perchè lo sforamento del 3 per cento sia una priorità che il governo nazionale porterà all’attenzione dei partners europei durante il semestre europeo”.

“Speriamo davvero che questo ordine del giorno venga sposato dall’intero Consiglio e dal sindaco: in caso contrario non immaginiamo come questa amministrazione riuscirà a spiegare ai cittadini del centro storico e delle frazioni l’inattuabilità del cronoprogramma e la dilazione a tempi indefiniti della Ricostruzione”, concludono.