L’AQUILA – I Giovani Democratici (Gd) della Provincia dell’Aquila hanno aderito all’iniziativa “L’Aquila riparte dai suoi giovani” promossa da Confindustria Giovani del capoluogo che si è tenuta ieri a Casa Onna (L’Aquila), alla presenza di tutte le organizzazioni giovanili dei partiti, delle associazioni di categoria e degli Ordini professionali.
In rappresentanza dei Gd è intervenuto il segretario provinciale Stefano Albano.
“In Italia – ha dichiarato – l’unico vero ammortizzatore sociale per un giovane resta la famiglia. Dal Dopoguerra, infatti, la nostra è la prima generazione a stare peggio della precedente”.
“C’è una cesura – ha precisato Albano – nel rapporto tra la nostra generazione e quella precedente. Dal punto di vista privato chi più dei nostri genitori cerca di offrirci opportunità per il futuro? Ma da quello pubblico la loro generazione che è l’odierna classe dirigente si è dimostrata non in grado di darci garanzie”.
“All’Aquila – ha proseguito Albano – la situazione è addirittura amplificata. Ricordiamo tutti che subito dopo il terremoto la più grande paura che avevamo era quella che la città potesse spopolarsi: questo non è avvenuto perché la generazione dei nostri genitori ha deciso di restare pur fra mille difficoltà”.
“Ma siamo sicuri che lo spauracchio dello spopolamento sia debellato? – ha insinuato Albano – Perché se L’Aquila continuerà a essere una città che non offre prospettive lo spopolamento avverrà nel giro di cinque o dieci anni e colpirà proprio noi, la nostra generazione”.
“Ecco perché la rinascita della città non può non passare per la scelta di investire sui giovani e sui talenti – ha spiegato ALbano – C’è bisogno che la nostra generazione prenda coscienza di sé e scenda in campo, ma per raggiungere questo obiettivo ed essere protagonista della ricostruzione, la prima rivendicazione deve essere il superamento della struttura commissariale”.
“Basta con questi commissari non aquilani – ha detto il segretario dei Giovani Democratici – che fanno scendere dall’alto le decisioni sulle sorti della città sulle teste dei cittadini”.
“Dobbiamo ergerci a guardiani della ricostruzione – ha concluso Albano – ma per farlo le competenze devono tornare agli enti locali. Oltre il tema della partecipazione la struttura commissariale ha dimostrato di non funzionare dato che crea ulteriore burocratizzazione laddove serviva snellirla”.



