L’AQUILA – La scelta di privilegiare il centro storico dell’Aquila a quelli delle sue frazioni rischia di far tornare alla luce i paesi che circondano il capoluogo tra anni. Decenni o secoli, addirittura, secondo i consiglieri comunali di Noi con Salvini Daniele Ferella, Emanuele Imprudente e Luigi D’Eramo, che hanno proiettato nel futuro i dati sull’andamento dei contributi definitivi per la ricostruzione autorizzati dal Comune nel 2015.
“Se il trend dovesse rimanere questo, una frazione come Monticchio impiegherebbe 300 anni per completare la ricostruzione”, denunciano.
Solo 23 le frazioni dell’Aquila per le quali ad oggi sono stati emessi contributi definitivi, sulle 48 inserite nel cronoprogramma (64 complessivamente quelle che compongono il Comune, ma alcune sono state accorpate nel documento di programmazione).
“Secondo l’indirizzo politico dato dal cronoprogramma – spiega Ferella – i fondi dovevano essere ripartiti per il 60 per cento al centro storico del capoluogo e per il restante 40 ai centri delle frazioni. I dati aggiornati sui contributi concessi parlano invece del 92 per cento sulla città e dell’8 alle frazioni”.
Non andrà meglio nel 2016. “In base al numero di Schede parametriche parte uno valutate, cioè i contributi per le spese tecniche già concesse, ci si rende conto che solo 13 frazioni hanno avuto il piacere di aver visto valutata la propria istanza”.
“Per tutte le altre frazioni anche quest’anno non si vedrà partire neanche un cantiere”, aggiunge.
Per il 2014, il Comune dell’Aquila ha erogato 368 milioni di euro, soltanto 20 per i centri storici delle frazioni. Per il 2015, invece, ha erogato poco più di 506 milioni, 41.346.000 per le frazioni e 465.153.464 per il centro storico della città (il 91.84%).
“Bisogna far partire subito la ricostruzione delle frazioni – conclude Ferella – altrimenti ci troveremo a restituire delle case senza la possibilità di vederle abitate”. (m.sig.)






