L’AQUILA – Un nuovo “notiziario” della ricostruzione, pagato da costruttori e rifornito di contenuti da enti pubblici, che ha la presunzione poter comunicare il post-terremoto aquilano meglio degli strumenti attuali, uffici stampa istituzionali e organi di informazione, anche se “non facciamo giornalismo” ma “spalmiamo conoscenza”, come spiegano gli organizzatori.

Con questo singolare scopo, da portare avanti con modalità rimaste misteriose, è stato presentato oggi il nuovo notiziario della ricostruzione, in realtà attivo in via sperimentale da 6 mesi, gestito dall’Agenzia giornalistica economica d’Abruzzo (Agea), testata diretta da Maria Paola Iannella con 6 collaboratori che ci lavoreranno, e finanziato “da quattro imprese edili attive nell’Aquilano: Frezza, Unirest, Vibrocementi e Vemac”, anche se nella locandina non mancano altri loghi, Madis Room, Edilfrair, Pozzi-Ginori, Atlas Concorde, Gaia e Bper.

Un’iniziativa, comunque, che, come è stato comunicato, vede il supporto di numerosi enti pubblici: Comune capoluogo, che ha messo a disposizione la sala del municipio di palazzo Fibbioni, gli uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) e del “cratere” (Usrc), ordini degli Ingegneri e degli Architetti, collegio dei Geometri.

Tutte queste istituzioni dovranno, nelle intenzioni dei promotori, “dare il supporto sottoponendoci dati e spiegandoceli, perché di per sé sono poco fruibili”, come spiega la Iannella.

Sembrerebbe, insomma, che gli enti dovranno portare avanti sia il lavoro del fornitore di dati (ufficio stampa) e quello dell’interprete (cronista) elaborando materiali da pubblicare poi sulla vetrina del notiziario. Questo allo scopo di “mostrare una comunicazione migliore di quello che si fa”.

Uno scopo un po’ equivocato da alcuni rappresentanti istituzionali presenti, che forse più che altro pensavano di assistere alla nascita di un nuovo giornale “orientato” alle tendenze degli enti.

Tra questi il sindaco, Massimo Cialente, per il quale “è arrivato il momento che si accenda un riflettore serio sulla nostra ricostruzione e su quello che abbiamo fatto” perché, sempre a suo dire, “fin dall’inizio abbiamo goduto di pessima stampa”.

Il riferimento era, verosimilmente, alla stampa nazionale, intuibile in quanto il sindaco ha ricordato “di quando scrissero che la città era stata costruita con la sabbia”, tesi uscita sui quotidiani italiani e poi smentita dalle indagini giudiziarie, ma Cialente non ha comunque chiarito se il riferimento fosse ai media locali o italiani.

Appare comunque singolare e pericoloso che le istituzioni giudichino “pessima” la stampa che scrive di ricostruzione decidendo di affidare, invece, dopo 7 anni dal terremoto, la patente di obiettività o autorevolezza a una nuova entità, peraltro finanziata con fondi privati di imprese che hanno interesse nella ricostruzione.

Una dinamica poi smentita dallo stesso Cialente quando, per esempio, in contraddizione con quanto appena detto ha lodato “l’articolo di AbruzzoWeb che fa il punto su tutte le inchieste giudiziarie della ricostruzione” pubblicato lo scorso 6 aprile e auspicando che “sia linkato in questo nuovo contenitore”, aumentando la confusione.

Impossibile anche quantificare l’esborso economico per questo notiziario: “È un investimento spalmato, lo stiamo testando da 6 mesi – ha detto la Iannella – non si può computare e fin qui ci abbiamo lavorato gratis. Il notiziario ha comunque progetti sulla comunicazione e sulla partecipazione della gente alla comunicazione”, ha rimarcato alludendo a possibili, nuove iniziative.

“Bisogna essere professionisti della comunicazione, sono nata nella creazione di prodotti editoriali – ha aggiunto poi – La comunicazione e il giornalismo sono cose diverse, la comunicazione istituzionale e quella mediatica sono cose diverse: ci sono criteri, bisogna conoscerli e applicarli. Bisogna essere addetti alla comunicazione”

“Sono venuti il Papa e Obama e non lo abbiamo sfruttato, non abbiamo creato un brand, non abbiamo gestito la comunicazione né l’abbiamo orientata – ha proseguito ancora – I giornalisti fanno i giornalisti, i mediatori fanno i mediatori. Su questo bisogna recuperare e fare dei progetti. Comincia una comunicazione con gli enti e gli ordini per stare sul campo e far vedere quello che si fa”.

Tra i presenti, con atteggiamento circospetto e le idee anche loro non tanto chiare, i titolari degli uffici speciali Raniero Fabrizi (Usra), per il quale “che io sappia la mia struttura non metterà soldi, ma solo dati” e Paolo Esposito (Usrc), secondo cui “mettiamo a disposizione il sito e i dati, di più non possiamo e i soldi è meglio tenerseli in cassa per finanziare i lavori”.

Stessa linea per il presidente dell’ordine degli Ingegneri, Elio Masciovecchio, “anche volendo non avremmo soldi da destinare, forniremo materiale”: nessuno di questi interlocutori ha parlato anche di “interpretazione” dei materiali, ancora una volta mostrando confusione su tutta l’operazione.

“Voglio scrivere alcune cose sulla storia della ricostruzione, credo che come bibliografia potrò usare anche questo lavoro – ha proseguito Cialente alludendo a un altro strumento ancora – Sarà una stanza della comunicazione e della politica con la p maiuscola”.

Tra i presenti anche la senatrice Stefania Pezzopane, che ha parlato di “bisogno di continuare ad essere una questione nazionale e, in questo senso, di una informazione giusta e corretta”, ancora una volta come fossero i rappresentanti istituzionali e politici a decidere quale sia la giusta informazione e quale no.

Presente in disparte, ultima fila di posti, anche l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, mentre non si è visto il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini, che pure era stato annunciato.