L’AQUILA – “Un Consiglio comunale straordinario che stabilisca le priorità condivise per la ricostruzione e, subito dopo, incontri con le forze politiche in Parlamento e il premier Mario Monti per spiegare con chiarezza e dati alla mano lo stato dell’arte”.

Questa la proposta con cui il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, leader dell’opposizione nel Comune capoluogo, replica ad AbruzzoWeb alle proteste minacciate da Cialente qualora non si sblocchi la ricostruzione: la rimozione del tricolore dagli uffici pubblici e l’allontanamento del prefetto Francesco Alecci.

“Voglio sperare che siano solo provocazioni o boutade, peraltro non realizzabili, e comunque non ne abbiamo certamente bisogno – sbotta De Matteis – La politica degli allarmi e degli annunci, come quello della rivolta con le molotov minacciata sempre da Cialente, lasciano il tempo che trovano. Ci vorrebbe un sindaco adeguato che, purtroppo, non abbiamo”.

De Matteis risponde anche all’obiezione che il suo appello possa essere considerato tardivo rispetto alla difficile situazione della ricostruzione. “L’avevo fatto già in precedenza ma non è mai stato ascoltato – ribatte – Avevo proposto una commissione consiliare per la ricostruzione, avremmo anticipato tutta una serie di cose”.

Nonostante le contestazioni a Cialente, De Matteis non vede vicina l’ipotesi di una ‘caduta’ del sindaco. “Non accadrà, ma il problema non è far cadere Cialente, il nostro problema è che lavori seriamente a vantaggio della città. Il suo problema invece è che gira ‘a folle’ e non è ascoltato da nessuno”.

Entrando nel merito, Gdm contesta il cronoprogramma passato in Consiglio, “non ha copertura come gli era stato ampiamente anticipato dal suo amico ministro Fabrizio Barca anche prima delle elezioni”; il nuovo ufficio per la ricostruzione agli ordini di Paolo Aielli, “un commissariamento di fatto e di sostanza, basta scorrere il regolamento per capire che il Comune è esautorato”; le critiche a Silvio Berlusconi, “se la prende con chi c’è stato prima, ma non dice che Barca, ministro nonché segretario del Cipe, ha permesso che in Emilia arrivassero 6 miliardi con meccanismi più snelli della Cassa depositi e prestiti e qui no”.

“Spero che quest’appello venga rapidamente accolto e abbia effetto sulla città sfiduciata e stanca e che Cialente si renda conto che lo scaricabarile di cui è maestro sta lentamente portando alla morte la città. Prima di chiedere ad altri di andare via cominci a valutare l’opportunità di chiederlo a se stesso”, conclude. Alberto Orsini