L’AQUILA – È una lotta contro il tempo per cercare di modificare il testo del maxi emendamento contenente le norme sulla ricostruzione che andrà in discussione giovedì prossimo.
Questa mattina, in Consiglio comunale, sono diverse le proposte di emendamento avanzate nel corso della riunione convocata ad horas, inizialmente prevista per giovedì 12.
Al centro della discussione le problematiche legate al finanziamento delle seconde case in centro storico nei comuni del cratere e delle frazioni del capoluogo, e le questioni aperte sul personale, necessario per gli enti locali per poter affrontare il passaggio di competenze con la fine del regime commissariale.
“Non vorrei, per come stanno andando le cose che si facciano rientrare dalla finestra commissari o super esperti – ha detto il sindaco, Massimo Cialente – La norma sui centri storici, così com’è, è inaccettabile, così come è necessario mettere i Comuni in condizione di poter lavorare con la fine del regime commissariale. E forse oggi tanti colleghi sindaci si rendono conto delle negatività che hanno caratterizzato la fase del commissariamento”.
Diverse le proposte avanzate nel corso della discussione in aula: da quella dell’istituzione “di un’osservatorio della ricostruzione” come ha spiegato Ettore di Cesare di Apl, a quella di modificare la norma sulla sicurezza “in cui si parla di miglioramento sismico e non di adeguamento” ha detto Vincenzo Vittorini di Lcv.
“Mi sarei aspettato soluzioni per questioni tecniche” ha aggiunto Piero Di Piero dell’Udc “per il centro storico dell’Aquila, delle frzioni e dei comuni, non esiste norma chiara per predisporre i progetti se in un aggregato struturale ci sono immobili con esiti diversi”.
Come ha fatto notare Giustino Masciocco di Sel, “con la legge non verrebbero abrogate le norme contenute nelle ordinanze. Si rischia una confusione totale”.
“L’atteggiamento del governo” ha aggiungo Guido Liris del Pdl “mortifica la città e le sue aspettative”.
VITTORINI A BARCA: “SICUREZZA AL 100%”
Il consigliere comunale della lista civica L’Aquila che vogliamo, Vincenzo Vittorini, nel corso di un dibattito che si è svolto ieri sera all’Aquila nella basilica di Collemaggio, ha chiesto al ministro per la coesione territoriale Fabrizio Barca, inviato del premier Monti per la gestione della ricostruzione, di inserire nella legge sul sisma la previsione del 100% del miglioramento sismico negli interventi sugli edifici gravemente danneggiate al posto della quota del 60% attualmente prevista.
Vittorini, chirurgo che nel terremoto del 6 aprile 2009 ha perso la moglie e un figlio, ha invitato “a sfatare il tabù del 60 per cento e facendo diventare L’Aquila citta’ simbolo della sicurezza antisismica a fare un salto di qualita’ in tutta Italia per un paese che cambia, un paese civile’. Il ministro non ha risposto alla istanza.
“Quanto sostengo non è chiedere di più – ha continuato Vittorini – non è una spesa ma un risparmio, ormai abbiamo capito che le classificazioni di sismicita’ sul territorio nazionale sono superate e quindi l’unica forma di difesa è la sicurezza. All’Aquila siamo pronti a rientrare in casa cinque mesi dopo pur di avere case non rattoppate ma sicure al 100% per una migliore garanzia per i nostri figli e i figli dei nostri figli’.
LA NOTA DEL COMUNE DELL’AQUILA SUL CONSIGLIO
Il Consiglio comunale si è riunito in seduta straordinaria, stamani, per discutere la proposta di legge sulla ricostruzione, già approvata dal Consiglio dei ministri e da giovedì 12 luglio, in discussione alla Camera.
Ha aperto i lavori il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti, precisando che il testo definitivo della legge in questione, è stato varato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, pur essendo circolate, in precedenza, una serie di copie non definitive.
“È questa una seduta di lavoro – ha sottolineato Benedetti – Un consiglio aperto, di natura istituzionale, aperto ai sindaci del cratere ed ai parlamentari. Alcuni sono i temi che bisogna approfondire e che vanno dalla struttura che si vorrà dare, se andrà a sostituire o meno la filiera o gli uffici comunali; alle pratiche dei piccoli centri, se verranno affidate agli uffici territoriali; alle incompatibilità che ci sono già per tecnici, se varranno anche per i titolari di società o per gli amministratori pubblici; alla ricostruzione privata. Inserisco anche la problematica dell’asse centrale, approvato 17 gennaio 2011 e totalmente ignorata”.
” Sono state disattese le previsioni – ha concluso Benedetti – e l’asse centrale dovrà essere necessariamente riportata all’attenzione del parlamento, vista l’ evidente posizione strategica di questa parte della città”.
La parola è poi passata al sindaco, Massimo Cialente: “Vorrei precisare che il pre -testo che circolava da giorni era destinato al comitato ristretto della Camera e non aveva nessun valore. Il consiglio si riunisce oggi semplicemente perché il testo è stato licenziato dal Consiglio dei Ministri venerdì scorso e ancora deve passare attraverso il setaccio della Ragioneria dello Stato. Questa è una legge che arriva con un ritardo vergognoso, causato dal precedente Governo, fortemente voluta dagli aquilani, con la raccolta di circa 50mila firme”.
“È una legge che, intanto, pone fine alla situazione aberrante di questo commissariamento, dal quale vorrei capire, di positivo cosa c’è venuto. Inoltre, valuto positivamente la piccola quota della legge 77, sui fondi del terremoto, destinati alla ripresa economica e produttiva e che ci avvicina un minimo alla vicenda friulana; il riconoscimento dei diritti del de cuius; i riconoscimenti per gli orfani del terremoto”.
“E poi – ha aggiunto il sindaco – va compreso anche questo: il nostro Paese è stato travolto da due situazioni drammatiche: la profonda crisi economica in cui siamo precipitati ed il dramma del terremoto dell’Emilia Romagna, elementi che hanno cambiato fortemente la nostra situazione e quindi la legge stessa”.
“Mi auguro che il Consiglio Comunale di oggi, riesca a votare degli emendamenti da poter affidare ai nostri parlamentari sapendo che emendamenti che comportino aumenti di spesa, difficilmente riusciranno a passare e capendo che abbiamo bisogno di emendamenti che rimettano a posto alcuni elementi della legge; consideriamo, inoltre, che intorno al 31 agosto o al passaggio di consegne del 15 settembre, ci sarà una nuova ordinanza nella quale dobbiamo sapere cosa inserire”.
“Gli emendamenti dovranno pertanto insistere sul problema del bilancio, visto che ne siamo senza, sul personale e sugli aspetti urbanistici, credo, peraltro che non possiamo fare a meno di Abruzzo Engeneering, che svolge un ruolo fondamentale e che sarà ancora più forte nel momento dei controlli. Dobbiamo inoltre perorare la progressione verticale del personale che, ricordo, non comporta costi aggiuntivi. E poi c’è la necessità di dare al Comune un direttore generale”.
“Decisivo anche che si regolamentino le provvidenze per le seconde case non solo del centro storico dell’Aquila ma anche delle frazioni e dei centri storici degli altri comuni del cratere. Infine, credo sia necessario ripensare l’ufficio unico per gli altri Comuni del cratere, perché così facendo si rischierebbe di creare una sorta di nuovo commissariamento. Condivido pertanto, le preoccupazioni dei colleghi che ieri hanno manifestato il loro disappunto per ottenere gli otto uffici nelle aree omogenee”.




