L’AQUILA – “Via libera ai progetti in 90 giorni”: detta i tempi della ricostruzione dell’Aquila, il sindaco, Massimo Cialente, che questa mattina, insieme all’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano e al dirigente del settore Ripianificazione Chiara Santoro ha annunciato le linee guida della “rivoluzione” che consentirà finalmente di aprire i cantieri per far ripartire il capoluogo e le sue frazioni.
La svolta in quattro mosse, anticipata da AbruzzoWeb, si fonda sul cardine principale della scheda parametrica, che sarà disponibile in pochissimi giorni, una sorta di mini-progetto per stabilire l’ammontare del contributo da rilasciare, superando le pastoie burocratiche della filiera Cineas-Fintecna-Reluis.
“Il nostro triangolo delle Bermuda dove si inabissano le pratiche per la ricostruzione”, ha ironizzato il primo cittadino.
Invece con la scheda parametrica, che conterrà elementi oggettivi al danneggiamento degli edifici ai quali si riferisce e alla loro riparazione e “che si può compilare in una settimana”, come ha sottolineato Cialente, l’iter viene accelerato e i cittadini avranno la certezza di quanto gli spetta e potranno dare avvio subito ai lavori.
In attesa che il cambio di passo trovi ufficialità in un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, la cui pubblicazione dovrebbe avvenire entro metà marzo, la Giunta comunale ne ha deliberato i tratti essenziali venerdì scorso, per dare “un segnale alla popolazione che la situazione è migliorata”.
“Nel frattempo anche chi ha depositato i progetti alla filiera e non ha ancora ottenuto l’ok potrà scegliere di optare per la nuova procedura non perdendo l’ordine di presentazione”, ha spiegato Di Stefano.
Le priorità saranno definite con un accordo tra il Comune e l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, guidato da Paolo Aielli, e che terranno conto di alcuni requisiti: innanzitutto verranno privilegiati gli edifici che si trovano sull’asse centrale, “il cuore sociale ed economico della città”, poi si terrà conto dei progetti che arriveranno prima, quindi la cantierabilità degli interventi proposti.
Questo sarà il vero nodo, decidere chi partirà subito e chi dovrà, invece, aspettare, però secondo Di Stefano “si tratta di un falso problema perché fino a ottobre gli 800 milioni basteranno per tutti”.
“Nel frattempo – ha aggiunto – bisognerà partire con il pressing verso il futuro governo per far mettere altri soldi sul capitolo L’Aquila”.
“Da questo punto di vista ho avuto ampie rassicurazioni da Pier Luigi Bersani (candidato premier per la coalizione di centrosinistra, ndr) – gli ha fatto eco Cialente – se vincerà le elezioni ha già preso l’impegno di trovare le risorse che ci servono”.
LA SCHEDA PARAMETRICA
Si tratta di una scheda che sarà compilata dai tecnici incaricati dai privati nella quale saranno inseriti parametri oggettivi relativi al danneggiamento degli edifici ai quali si riferisce e alla loro riparazione.
Una sorta mini-progetto per stabilire l’ammontare del contributo, che sarà rilasciato immediatamente. Solo successivamente ci sarà l’esame di tutti gli elaborati presentati dai professionisti, però nel frattempo i lavori potranno partire.
FINANZIAMENTO CON PROVVEDIMENTO UNICO
Attualmente il finanziamento per la ricostruzione è diviso in parti comuni e parti private che vengono rilasciati separatamente. Con la nuova procedura il provvedimento sarà consegnato ai proprietari con un solo atto che porterà le indicazioni delle somme riconosciute per il miglioramento strutturale dell’intero immobile e di quelle per le riparazioni delle singole unità abitative.
COMMISSIONE PARERI
Sarà istituita una commissione pareri composta da tutti gli enti che, a vario titolo, sono chiamati a rilasciare le autorizzazioni per l’approvazione dei progetti.
Attorno allo stesso tavolo siederanno Soprintendenza, nel caso di edifici vincolati, Genio civile e Comune. Una specie di conferenza dei servizi con la quale si darà l’ok sotto il punto di vista storico, strutturale, urbanistico ed edilizio agli interventi proposti.
Un iter che, al momento, va fatto separatamente.
CONTRIBUTO AGEVOLATO “FATTO IN CASA”
Con l’esaurimento del plafond da 2 miliardi di euro messo a disposizione da Cassa depositi e prestiti per l’erogazione del contributo agevolato attraverso il trasferimento direttamente in banca dell’ammontare complessivo del finanziamento approvato, si è tornati a quello diretto, che in molte occasioni richiede tempi lunghissimi di erogazione.
Il Comune dell’Aquila intende ripristinare una modalità simile alla precedente, tramite la stipula di una convenzione con gli istituti di credito. Una volta stabilito il costo della ricostruzione dei singoli aggregati, il contributo verrà impegnato per intero a valere sulle risorse disponibili e diviso in tre tranche percentuali, l’ipotesi è 40-40-20, e versato in banca a stati di avanzamento dei lavori.
In questo modo proprietari e ditte avranno la certezza di ricevere i soldi in tempi certi e non ci saranno interruzioni sui cantieri dovute alla mancanza di liquidità. Pierluigi Biondi



