L’AQUILA – La ricostruzione post-sismica andrà vanti senza problemi fino a giugno, con 180 milioni aggiuntivi di fondi Cipe, poi però dovranno essere trovati 700 milioni per coprire tutto il 2014.

E buone notizie potrebbero essere date dal presidente del consiglio Matteo Renzi, che potrebbe essere all’Aquila il 5 e 6 aprile in occasione del quinto anniversario del terremoto.

Questo l’esito dell’incontro di ieri a Roma tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Graziano Delrio, e una delegazione aquilana composta dal sindaco, Massimo Cialente, dall’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, dalla senatrice Stefania Pezzopane e alla presenza del sottosegretario abruzzese all’Economia Giovanni Legnini.

“Con questo governo – commenta ad AbruzzoWeb il sindaco Cialente – si è creato un rapporto diverso, istituzionalmente friendly, finalmente a Roma si riconosce che la ricostruzione è una vicenda di portata nazionale, perché se fallisce ne va della credibilità del sistema Paese”.

“Da Delrio abbiamo ricevuto complimenti – le parole del primo cittadino aquilano – perché la ricostruzione procede finalmente a buon ritmo, da quando è andato via il commissario Gianni Chiodi, che è riuscito a rimandare indietro soldi inutilizzati, noi in un anno e mezzo siamo riusciti a spendere 1 miliardo 443 milioni, risparmiando anche preziose risorse rispetto a quelle preventivate”.

Il problema però è sempre lo stesso: dove troverà il governo i 700 milioni necessari entro giugno. Anche la risposta è sempre la stessa: occorre imporre all’Europa la possibilità di sforare il patto di stabilità per investire risorse indebitando le casse dello Stato in caso di ricostruzioni post-catastrofe

E il sindaco spera che su questa partita che non riguarda solo L’Aquila ma l’intera Ue, che non può morire di austerity, novità importanti siamo annunciate dal premier Matteo Renzi il 6 aprile: magari proprio dall’Aquila.

Per ora quello al premier è solo un caloroso invito da parte della delegazione aquilana, ma ci sono buone possibilità che esso venga accolto, tenuto conto che l’ex sindaco di Firenze non è mai stato nel capoluogo.

Nell’incontro di Roma si è parlato infine di questioni più tecniche ma altrettanto importanti: al governo è stato chiesto di modificare il meccanismo che consente i ricorsi al Tar in caso di ritardi nella concessione dei contributi sulla riparazione degli edifici classificati ‘E’ e che vede quasi sempre l’amministrazione comunale soccombere e a essere obbligata a procedere al rilascio dell’indennizzo entro 60 giorni.

Per Cialente si tratta di “un meccanismo ingiusto, perché in questo modo i cittadini e le ditte che presentano i progetti per ultimi riescono a saltare la fila, inoltre il 60 giorni è un ultimatum che il Comune non riesce a rispettare”.