L’AQUILA – Sul terremoto dell’Aquila e sul blocco della ricostruzione il nuovo governo guidato dal premier, Mario Monti, “non ha ancora centrato il problema”.
La denuncia arriva dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che questa mattina a Roma ha assistito all’incontro tra il capo del Governo e i presidenti delle Regioni del sud del Paese.
Intervistato ai microfoni di Rainews24 il primo cittadino ha ricordato come “dal febbraio 2010 ogni processo di ricostruzione è fermo. Dopo la realizzazione delle new town, dei Map e dei Musp sono state riparate solo le abitazioni con danni lievi (B e C). Un’operazione condotta dal Comune, mentre nulla si è fatto per la ricostruzione delle case gravemente danneggiate, quelle E. Così come non si è fatto nulla per il rilancio socio economico della città e delle aree colpite dal sisma del 2009, così come stabilito nella legge 77 (quella sul terremoto,ndr)”.
Cialente ha ricordato come “in quello che dovrebbe essere il cantiere più grande d’Europa ci sono migliaia di operai in cassa integrazione e molte ditte sono in difficoltà. La città è sospesa. I cittadini, anche se inizio a notare qualche segno di scoramento, vogliono ripartire”.
Il governo ha recentemente tagliato i fondi per l’assistenza alla popolazione “ma è difficile pensare ad un tipo di sostegno alle famiglie se non si permette a queste di tornare nelle proprie abitazioni”.
Insomma, secondo Cialente, “il Governo ancora non ha centrato il problema su ciò che è successo e sta succedendo all’Aquila, dove c’è stata una tragedia senza precedenti. Ho chiesto, per questo, la convocazione di un tavolo tecnico che si riunisca anche due volte a settimana, se necessario”. (g.a.)



