L’AQUILA – “Dobbiamo occuparci della ricostruzione e dello sviluppo delle areee colpite dal sisma”. Lo ha detto il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca che oggi ha incontrato il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
All’incontro, cui ha partecipa anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, piena fiducia è stata espressa all’operato del commissario.
“Il governo ha confermato la sua fiducia a Chiodi già nell’incontro del 28 dicembre scorso”, ha tenuto a sottolineare il sottosegretario Antonio Catricalà mente Chiodi ha esposto ai rappresentanti del governo i problemi più urgenti legati alla ricostruzione.
Cialente, invece, ha scritto in un comunicato di “aver sottoposto al governo la lista delle criticità dell’Aquila”: dalla lentezza della filiera nell’esaminare le pratiche “E”, al mancato reperimento di ulteriori fondi per l’emergenza, fino alle ordinanze “scritte senza il coinvolgimento dei Comuni”.
INCONTRO CHIODI-BARCA IL 14 FEBBRAIO ALL’AQUILA
Le valutazioni sui problemi riguardanti la ricostruzione saranno riportate entro il 14 febbraio, data in cui il ministro Barca incontrerà all’Aquila il commissario Chiodi.
A latere dell’incontro Barca incontrerà anche il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, e i sindaci delle aree omogenee per parlare di sviluppo.
I rappresentanti del ministero dell’Economia hanno sottolineato come la Opcm sui centri storici riporta il lodo Letta cui ha partecipato anche il sindaco Cialente, che ha lamentato nuovamente il fatto di non aver condiviso il provvedimento.
Barca ha chiesto al sindaco di non lasciare spazi a risentimenti.
“Il mio tavolo – ha detto – deve partire da zero. Ogni scelta della ricostruzione lascia scontenti. Lo sforzo è quello Di superarli per il bene della collettività”.
DISCUSSIONE SUI CENTRI STORICI
Sul tavolo anche il problema dei centri storici mentre la relazione di Chiodi rappresenta per il Governo la piattaforma da approfondire nelle prossime due settimane. Inoltre, il commissario Chiodi e il sindaco Cialente hanno evidenziato il problema delle risorse legate all’emergenza.
È quanto sta emergendo dall’incontro ancora in corso tra il commissario Gianni Chiodi e il ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, alla presenza del sottosegretario Antonio Catricalà, del coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, del sindaco di Rocca di Mezzo, Emilio Nusca, coordinatore dei sindaci delle aree omogenee, e del coordinatore della segreteria del commissario, Antonio Morgante.
IL MEF: “RICOSTRUZIONE PASSA PER CENTRI STORICI”
Secondo i rappresentanti del ministero dell’Economia “la ricostruzione passa per i centri storici. Occorre razionalizzare le strutture che esistono (commissariale, del Comune dell’Aquila, dei piccoli Comuni con strutture consortili) e accelerare il ritorno a casa. Inoltre l’ordinanza sui centri storici fornisce gli strumenti ai sindaci per ripartire. Si tratta – hanno detto – solo di fare”.
In chiusura Barca ha affermato: “Esco più sollevato di come sono entrato. Si sta facendo molto. Dobbiamo accelerare su una questione che non è aquilana, ma nazionale”.
Dal punto di vista operativo l’obiettivo è lavorare sulla piattaforma in vista del confronto con Chiodi per il 14 prossimo.
CIALENTE: ”VIA FILIERA, UFFICIO CON 40 PERSONE”
Cialente, nel corso dell’incontro, ha ribadito che al posto della filiera potrebbe essere istituito un ufficio con 40 persone. Barca ha replicato che è più semplice la conferma di Fintecna-Cineas-Reluis.
IL RUOLO DEI PICCOLI COMUNI
“È importante il ruolo dei piccoli Comuni che rappresentano il 50 per cento della popolazione colpita dal sisma. I collaboratori assunti con le Opcm sono fondamentali, non per l’emergenza come erroneamente crede il ministero dell’Economia e finanze, ma per la ricostruzione. I problemi della ricostruzione dei piccoli Comuni sono diversi da quelli del capoluogo. Per questo il loro percorso può essere più veloce e usufruire anche di uffici consortili”.
Lo ha detto il sindaco di Rocca di Mezzo (L’Aquila), Emilio Nusca, coordinatore dei sindaci delle aree omogenee nel vertice tra Chiodi e Barca.
IL COMUNICATO DI CIALENTE SULL’INCONTRO
Ho innanzitutto ringraziato il ministro Barca e il sottosegretario Catricalà, perché dopo mesi e mesi il tavolo di lavoro da me più volte invocato e per il quale avevo anche presentato le mie dimissioni da sindaco, è tornato finalmente a riunirsi.
Un incontro durato due ore, franco e chiaro, nel quale dopo la relazione generale del presidente Chiodi, ho elencato quelle che sono le criticità che hanno portato al blocco totale della ricostruzione e che segnalo da tempo. Il ritardo di 15 mesi per avere le linee guida per la ricostruzione delle case classificate E nelle periferie; l’assoluto sconvolgimento delle procedure della filiera Fintecna-Reluis -Cineas che nel giro di pochi mesi, sotto la guida del Comune erano state capaci di istruire 10 mila pratiche B e C (restituite ai cittadini all’inizio del 2011) e che, invece, a oggi ha liquidato solo 396 parti comuni di condomini, a fronte di 1.500, e 1.600 parti singole, su oltre 5.000, tra l’altro non combacianti con le parti comuni.
Ho esposto la totale afasia della struttura commissariale e del Mef rispetto all’abbandono da parte della filiera a partire dalla fine di marzo, senza che a tutt’oggi nessuno abbia deciso chi affronterà le altre 2.000 pratiche della periferia presentate dopo il 31 agosto (che si aggiungono alle 5.000 già in attesa) nonché delle oltre 12.000 domande che ci attendiamo dai centri storici.
Ho lamentato che, nonostante il governo si fosse impegnato a cercare la copertura finanziaria ricompresa fra gli 80 ed i 100 milioni di euro per assicurare l’emergenza sino a dicembre 2012, a oggi, a 60 giorni dalla scadenza della proroga, non si sia ancora avviato alcun incontro. Ho dovuto discutere animatamente per difendere i finanziamenti per l’assistenza alla popolazione, tutt’ora fuori casa, per colpa di chi non ha permesso di ricostruire le abitazioni e per difendere i finanziamenti per il personale a tempo determinato destinato ai Comuni; in particolare ho nuovamente invitato a venire a L’Aquila i dirigenti della Ragioneria che continuano a chiedersi come mai in città ancora non si sia tornati alla normalità (sic!)
Altro punto evidenziato è stato quello della necessità di puntare, nel processo di ricostruzione, anzitutto ad assicurare il massimo della sicurezza sismica, chiedendo di rivedere le ordinanze che impongono un limite nella progettazione in sicurezza, limite inspiegabile.
Infine ho lamentato che, cosa mai successa, col precedente Governo, che ultimamente sono uscite delle ordinanze delle quali i Comuni sono stati tenuti all’oscuro. A questo proposito ho ripresentato le proposte per l’ ordinanza del centro storico, già inviata a tutti gli interlocutori nel dicembre scorso. Il mio timore infatti è che con l’ultima ordinanza lacunosa e contraddittoria rispetto al lodo Letta, si stia ripercorrendo lo stesso cammino farraginoso delle linee guida delle case E della periferia, che hanno provocato un ritardo che costa al Governo 40 milioni di euro; soldi praticamente buttati al vento.
Ho chiesto infine di capire se, anche considerando che è già disponibile oltre un miliardo e mezzo di fondi, si vuole davvero far partire la ricostruzione o se al contrario, come a volte sospetto, si stia facendo di tutto per bloccarla al fine di non investire il denaro.
Su questo il ministro Barca mi ha invitato a non percorrere più recriminazioni sulle precedenti responsabilità di chi ci ha condotto a questa situazione, affermando che il nuovo tavolo è una “scatola vuota e pulita” dalla quale ripartire. Ho detto al ministro che sono persuaso, che una nuova fiducia istituzionale passa attraverso il rispetto, la collaborazione costruttiva fra tutte le istituzioni, ed un funzionamento reale del tavolo, mentre al contrario non sono più disponibile a far pagare ai miei concittadini e a pagare io stesso, colpe altrui.
Sono soddisfatto poiché il Governo ha acquisito il dossier da me predisposto nel quale il Comune dell’Aquila ha avanzato proposte per ciascuna delle criticità evidenziate, al fine di avviare finalmente la ricostruzione ed assicurare una serena gestione dell’emergenza.
Il ministro, da parte sua, ha confermato che entro 15 giorni proporrà all’Aquila, nello stesso tavolo, una serie di soluzioni rispetto alle criticità da me evidenziate, dichiarandosi, alla fine della riunione, sollevato avendo potuto rilevare che a fronte di una situazione che credeva irrisolvibile, essendo emersi veri e chiari, netti, punti di criticità, sarà possibile, rimuovendoli, dare risposte chiare non solo agli aquilani ma all’intero paese.
Ribadisco la mia soddisfazione e nel contempo il fermo proposito di verificare se, realmente, questa volta sia stia aprendo una fase nuova, con un nuovo metodo condiviso ed un vero rapporto di rispetto tra le istituzioni, per non ripercorrere gli errori che hanno responsabilità ben precise. Se ciò avverrà, il Comune dell’Aquila recupererà la serenità necessaria per continuare una battaglia che oggi ricade soprattutto sulle spalle degli aquilani e della stessa amministrazione cittadina.



