L’AQUILA – Una settimana, forse poco più. Sono ottimisti gli investigatori della direzione distrettuale antimafia dell’Aquila sulla chiusura delle indagini su tre ditte sospettate di essere colluse con la criminalità organizzata che starebbero lavorando nella ricostruzione aquilana.

Top secret i nomi ma, secondo quanto si è appreso, un “identikit” delle imprese consente di affermare che una, proveniente dal Sud, sembra ormai chiaramente legata con la ‘ndrangheta. Situazione più incerta, ma comunque con molti elementi di prova, per due aziende settentrionali.

Continuano a spron battuto insomma le indagini coordinate dal procuratore antimafia, Alfredo Rossini, aiutato dal sostituto Olga Capasso, un vero “guru” dell’antimafia, distaccata nel capoluogo proprio per rafforzare la lotta alle infiltrazioni della piovra nella ricostruzione.

NELLE INTERCETTAZIONI SI CITA LAMBERTO BIASINI

Intanto, mentre la Procura dell’Aquila valuta la posizione di Stefano Biasini, 33 anni, imprenditore edile, nelle intercettazioni spunta anche il nome del padre Lamberto, geometra, ex costruttore e amministratore di condominio tra i più quotati.

Un collegamento già ipotizzato da AbruzzoWeb, a quale titolo lo verificherà la magistratura, che dimostra l’interesse della criminalità organizzata nell’arrivare agli amministratori di condominio, soprattutto se di alto livello: sono loro i veri protagonisti della ricostruzione. 

Biasini Jr. è stato identificato dalle indagini della Procura di Reggio Calabria come “gancio” aquilano per il commercialista Carmelo Gattuso, prestanome di Santo Giovanni Caridi, della cosca Borghetto-Caridi-Zindato.

Questi ultimi due sono finiti in manette in una maxi operazione da 34 arresti, mentre Stefano Biasini non è indagato in Calabria. Dato che, però, è titolare al 50 per cento di un’azienda, la Tesi Srl, controllata per l’altra metà da Caridi tramite il prestanome Gattuso, i giudici aquilani ora vogliono vederci chiaro prima di prendere una decisione.

Proprio il nome di Lamberto Biasini viene citato in alcune nuove intercettazioni, in cui Pasquale Latella (indagato) e Francesco Ielo parlano di lavori da cominciare quanto prima che, secondo il Gip, “riguardavano un cantiere di pertinenza del padre di Biasini”.

In un altro passaggio, Santo Caridi dice a Latella di rivolgersi al padre per i lavori e gli consiglia di dire al geometra “non che non abbia rispetto di vostro figlio, però voi siete una persona con i capelli anziani, con i capelli bianchi e io ho più fiducia in voi”.

NUOVE LINEE GUIDA PER CONTROLLI ANTIMAFIA

L’AQUILA – Una nuova edizione delle Linee Guida destinata a diventare la cornice di riferimento dei controlli antimafia nel settore della ricostruzione privata finanziata con fondi pubblici.

È il risultato più importante centrato nella seduta del Comitato Grandi Opere, presieduta presso la sede del ministero dell’Interno dal prefetto Bruno Frattasi, cui ha partecipato il prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato.

In particolare, è stata già messa a punto la prima parte di questo provvedimento, dedicata alle modalità di tracciamento dei finanziamenti pubblici erogati per la ricostruzione delle case classificate di inagibilità “B”, “C” ed “E”.

La riunione ha visto la partecipazione, tra gli altri, di magistrati della Direzione nazionale antimafia, dell’Authority sui contratti pubblici e di altre amministrazioni.

L’incontro è stato preceduto da due sedute della sezione specializzata dello stesso Comitato, tenutesi all’Aquila e presiedute dalla Iurato, nel corso delle quali erano state esaminate le possibili direttrici d’azione per prevenire le infiltrazioni mafiose negli appalti per la ricostruzione.

A breve si terranno altre sedute per la definitiva elaborazione del provvedimento delle linee guida, che dovrebbe essere pubblicato entro la fine dell’anno.