L’AQUILA – Cala l’occupazione nel comparto edile della provincia dell’Aquila, dove insiste quello che viene definito il “cantiere più grande d’Europa”, per via della ricostruzione dopo il terremoto che nel 2009 ha colpito il capoluogo e il suo circondario.

Nello scorso mese di aprile, rispetto allo stesso mese del 2017, secondo dati della Cassa edile gli occupati sono scesi da 10 a 9 mila, con una perdita secca di mille unità.

Stando a fonti interne al settore, le cause sono da ricercare nei ritardi nell’apertura dei cantieri, innanzitutto per il grave rallentamento nell’esame delle pratiche da parte del Genio civile, e nella lentezza dell’approvazione degli interventi.

D’altra parte, l”ultimo elenco di lavori varato dal Comune capoluogo è stato di 82 milioni di euro, somma che viene ritenuta bassa rispetto alla media.

Infatti, facendo una proiezione rispetto agli 800 milioni di tiraggio annui programmati in questi anni, mantenendo questo ritmo nel 2017 si spenderanno circa 350 milioni a fronte dei 600 dello scorso anno. (b.s.)