Domenica 20 settembre, data di apertura generalizzata dell’attività venatoria, si riapre, infatti, anche quella a questa particolare specie.
“L’attività venatoria è un’arte antica – ha affermato l’assessore Di Michele – e per questo mi auguro che la si voglia onorare praticandola correttamente. Per quanto ci riguarda due cose sono molto importanti: la sicurezza igienico sanitaria e la sicurezza durante le battute di caccia”.
Proprio per sottolineare gli aspetti legati alla sicurezza igienico sanitaria delle carni, ieri sera, è stato invitato anche Vincenzo De Federicis della Asl di Teramo il quale ha ricordato tutti gli adempimenti e le modalità per assicurare i controlli veterinari sull’animale abbattuto. I rischi per la salute umana, nel caso di carne infetta, sono piuttosto gravi, come ha ricordato l’assessore Di Michele, raccomandando massimo rigore a tutti i cacciatori.
E’ stato quindi ribadito che, grazie alla convenzione stipulata con la Asl, è possibile far controllare gratuitamente gli animali abbattuti nei presidi organizzati dal Servizio veterinario.
L’assessore Di Michele, infine, ha voluto sottolineare anche gli obiettivi dell’ente rispetto al prelievo venatorio: “Proprio in riferimento al cinghiale l’esercizio dell’attività venatoria serve anche a raggiungere la cosiddetta “densità ottimale”, un rapporto equilibrato fra numero di capi e territorio. Un equilibrio indispensabile per evitare danni al territorio e all’agricoltura”.
Aspetti tecnici e regolamentari delle battute di caccia sono stati illustrati dalla comandante della Polizia Provinciale, Nadia Carletti e dal funzionario Giovanni Castiglione.
Fonte: Provincia di Teramo






