PESCARA – “Una grande stupidaggine il coprifuoco alle 22, senza considerare gli altri punti ancora da chiarire, come la definizione di ‘spazio esterno'”.
Non usa mezzi termini Riccardo Padovano, presidente della Confcommercio Pescara, che a seguito dei contestati provvedimenti del nuovo decreto covid sulle riaperture del Governo Draghi, in vigore dal 26 aprile, esprime la propria contrarietà sia in relazione al coprifuoco, che resta fissato alle 22 anziché alle 23 come richiesto dalle Regioni, che sulla definizione di servizio “all’aperto” per i ristoranti.
“Non mi aspettavo questo tipo di valutazioni da parte del Governo – osserva Padovano – non può che essere una valutazione politica”. Padovano, però, non si dice del tutto contrario al coprifuoco: “Che ci debba essere un orario limite, per evitare assembramenti, è comprensibile. Ma avremmo auspicato che si potesse fissare almeno alle 23, un orario accettabile, per consentire di terminare la cena con calma. Qui non siamo nel Nord Europa, dove si cena alle 18. Il governo dovrebbe tenere conto delle nostre abitudini. Voglio però essere ottimista, mi auguro vivamente che tra qualche giorno si possano rivalutare questi provvedimenti, anche alla luce di un ulteriore calo dei contagi”.
Sul tema, la ministra Mariastella Gelmini ha dichiarato che al momento il governo conferma le 22 come orario d’inizio ma ha espresso anche fiducia circa il fatto che “i comportamenti corretti ci porteranno a passare dalle 22 alle 23, poi alle 24 per poi toglierlo, ma non mi sento di dare tempi”. Intanto, il presidente del Veneto Luca Zaia, a sua volta, ha suggerito la possibilità a chi è andato al ristorante, invece di “doversi alzare dal tavolo col boccone ancora in gola”, di poter “avere come lasciapassare la ricevuta della pizzeria, della trattoria o del ristorante”.
Un’ipotesi condivisa anche da Padovano: “Bene le certificazioni – spiega – anche per quanto riguarda i ‘pass’ tra regioni, chi si è vaccinato o si è immunizzato deve avere il diritto di spostarsi, altrimenti cosa li abbiamo fatti a fare i vaccini?”.
Tra le altre misure, il nuovo decreto-legge stabilisce anche che “dal 26 aprile 2021, nella zona gialla sono consentite le attività dei servizi di ristorazione con consumo al tavolo esclusivamente all’aperto, anche a cena”.
Sulla questione dei ristoranti “all’aperto” Padovano anticipa: “Oggi ho un incontro con il sindaco di Pescara, Carlo Masci, per capire meglio cosa significhi esattamente ‘all’aperto’. Se, ad esempio, ho un giardino coperto con una tettoia o una veranda, è un’area al coperto o all’aperto? Una questione legata alla dubbia interpretazione che, come al solito, non si riesce a definire bene dietro alle scrivanie degli uffici statali”.
“Sto aspettando di essere convocato dal sindaco proprio per approfondire questo aspetto: per me la struttura coperta è all’aperto se ha tre lati scoperti. Ci sono tante attività che non riescono ad accedere all’utilizzo del suolo pubblico come spazio alternativo e in questo modo tanti ristoranti avrebbero qualche opportunità in più di lavorare”.
Tra le varie richieste avanzate dalla Confcommercio, che nei giorni scorsi ha anche organizzato una manifestazione a Pescara: indennizzi celeri e consistenti a differenza di quelli ricevuti finora che non coprono neanche il 5% delle perdite; linee di credito a tasso zero e di durata almeno ventennale; esenzione dalla Tari-Tassa Rifiuti in quanto non abbiamo prodotto rifiuti; esenzione dalla Cosap-Tassa Occupazione Suolo Pubblico fino a fine anno; concessione di ulteriori spazi all’aperto per tutti anche in spazi non limitrofi all’attività.






