L’AQUILA – Vanno a giudizio i tre ragazzi responsabili del furto della reliquia di Papa Giovanni Paolo II al santuario di San Pietro della Jenca, nell’Aquilano, nella chiesa molto apprezzata dal pontefice polacco.
A firmare il dispositivo è stato il pm David Mancini, titolare dell’inchiesta.
Ai tre, D.C. e S.S., 22 anni, dell’Aquila, e A.A., 23 anni, di Paganica (L’Aquila), vengono contestati i reati di furto e danneggiamento.
Ad assisterli gli avvocati Giulio Agnelli, Francesco Valentini e Roberto Madama.
La reliquia, rubata lo scorso gennaio dal santuario di San Pietro della Ienca, sul Gran Sasso aquilano, conteneva il sangue di Wojtyla, un pezzettino di stoffa dell’abito che Giovanni Paolo II indossava quando, il 13 maggio 1981, rimase vittima di un attentato in piazza San Pietro, durante l’udienza generale.
L’oggetto sacro era stato ritrovato dopo una settimana di ricerche condotte in prima battuta dai Carabinieri, coordinati dal comandante provinciale, Savino Guarino, e quindi dalla Polizia di Stato, in particolare dalla squadra mobile del dirigente Maurilio Grasso, che aveva individuato i ladri e ritrovato la refurtiva.




