L’AQUILA- Contro ogni pronostico della vigilia, la prima Commissione (Bilancio) della Regione ha approvato all’unanimità la proposta di legge (pdl) del Movimento 5 Stelle che prevede la cancellazione secca del vitalizio regionale per chi già percepisce o è destinato a percepire in futuro anche un vitalizio da ex parlamentare o europarlamentare.
La pdl è stata votata dunque anche dagli esponenti della maggioranza di centrosinistra Maurizio Di Nicola, Centro democratico, presidente della prima Commissione, Sandro Mariani e Pierpaolo Pietrucci del Partito democratico, Alessio Monaco, Regione Facile, e di opposizione, ovvero Gianni Chiodi e Mauro Febbo di Forza Italia, oltre a Leandro Bracco del gruppo misto, e ovviamente ai grillini Sara Marcozzi e Domenico Pettinari.
La legge che ora arriverà in Consiglio regionale, ricalca quella già approvata dal Consiglio regionale della Toscana, a cui Abruzzoweb ha dedicato più di un articolo.
La legge della Regione Toscana, e ora anche quella che potrebbe essere approvata in Abruzzo, dispone la cessazione immediata dell’erogazione dell’assegno vitalizio regionale in caso di fruizione di analogo istituto.
Ovvero, si legge nella pdl oggi approvata: “i soggetti che al momento dell’entrata in vigore della presente legge percepiscono l’assegno vitalizio della Regione Abruzzo e altro analogo vitalizio, perdono il diritto all’erogazione del medesimo. Lo stesso vale per il soggetto che ancora non percepisce l’assegno vitalizio della Regione Abruzzo, al momento in cui inizia a percepire altro analogo istituto”.
La Regione restituirà dunque la differenza fra i contributi versati per godere del vitalizio regionale.
E siccome la differenza non è mai così a svantaggio della Regione ne deriverà, una consistente riduzione della spesa, quantificata per l’Abruzzo 500 mila euro l’anno, almeno in base ai calcoli dell’M5S.
Alla legge taglia-doppio vitalizio della Toscana non ha fatto seguito nessun rilievo di incostituzionalità da parte del Governo, per via del famigerato diritto acquisito. Cosa oggi confermata in commissione bilancio anche dal parere dell’Ufficio legislativo della Regione Abruzzo, secondo cui il vitalizio non è una pensione, e dunque non solo la sua riduzione per un tempo determinato, ma anche la sua immediata cancellazione, non comporta la lesione del principio del diritto acquisito tutelato dalla Carta costituzionale.
“Esprimiamo grande soddisfazione per questo voto unanime in commissione – afferma Marcozzi prima firmataria della legge – un primo passo importante. Ora non resta che calendarizzare immediatamente il voto in consiglio regionale per dotare l’Abruzzo di questa norma che abolisce un ingiusto privilegio”.
“Siamo sicuri – aggiunge Marcozzi – che dopo il voto unanime della commissione Bilancio la conferenza dei capigruppo non avrà nessun problema a portare immediatamente la proposta in Consiglio per renderla Legge nella nostra regione”.
Oggi in prima Commissione sono arrivate anche due proposte di legge sul taglio dei costi della politica, ma la discussione è stata rimandata alla prossima seduta.
La prima pdl, ancora a firma M5s, propone il dimezzamento dell’indennità dei consiglieri, da 11 mila a 5 mila euro lordi al mese, e la riduzione del 10 per cento tutti i vitalizi degli ex consiglieri ancora in essere, (visto che il vitalizio è stato abolito in Abruzzo nel 2011), per un periodo di tre anni a titolo di contribuzione alla grave crisi economica. Con una maggiorazione del taglio fino al 50 per cento per coloro che godono del doppio vitalizio.
C’è poi la proposta di legge dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio che porta la firma del presidente, Giuseppe Di Pangrazio del Pd, del vice presidente vicario, Lucrezio Paolini, Italia dei valori, del vice presidente Paolo Gatti, Forza Italia, del consigliere Alessio Monaco, Regione facile e del consigliere segretario Giorgio D’Ignazio, Nuovo centro destra, che ricalcando la bozza elaborata dalla Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, intende ridurre del 10 per cento tutti i vitalizi, anche qui per un periodo di tre anni e con una maggiorazione del taglio al 50 per cento per coloro che godono anche di un altro vitalizio.
Per quanto riguarda la parte relativa ai doppi vitalizi, i due pdl sono a questo punto superati da quello approvato oggi, restano attuali però per quanto riguarda il taglio dei vitalizi regionali in essere, e delle indennità dei consiglieri regionali.
Ogni anno l’Abruzzo spende 4,2 milioni di euro l’anno per pagare 111 assegni vitalizi ad ex consiglieri regionali e a 41 vedove grazie alla reversibilità. E di questi una trentina sono doppi vitalizi, a cui, se non passerà in aula la proposta di abolizione grillina, si aggiungerà in futuro un imprecisato numero di altri beneficiari non arrivati ancora alla soglia dei 65 anni e ancora in servizio.
L’Abruzzo ha abolito nel 2011 il vitalizio ma a partire da questa legislatura e non in modo retroattivo.
Chi si è salvato dall’abolizione gode o potrà godere di un vitalizio di 2.400 euro netti al mese con appena 5 anni di legislatura, di 3.300 netti al mese con 10 anni di legislatura. Versando appena 1.500 euro mensili di contributi.





