L’AQUILA – Il Tar di Pescara ha annullato la delibera di Giunta regionale del marzo scorso con la quale era stata sospesa l’efficacia dell’Accordo di programma quadro relativa all’attuazione dei Programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio (Prusst), promossi dalla Regione Abruzzo in accordo con il ministero delle Infrastrutture.
Una decisione che rischia ora di avere pesanti ripercussioni sugli equilibri politici interni all’esecutivo regionale tra il proponente del provvedimento, Gianfranco Giuliante, e il presidente della Regione, Gianni Chiodi, i cui rapporti sono già tesi da tempo.
La decisione di adottare il provvedimento arrivò al termine di un duro scontro tra l’assessore regionale pidiellino all’Urbanistica e l’allora dirigente dello stesso settore Francesco D’Ascanio durante il periodo pre-elettorale per le amministrative dell’Aquila.
In quella fase, infatti, il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis (Mpa), di cui D’Ascanio è ritenuto un sostenitore, era in trattativa con il Pdl per essere incoronato candidato sindaco del centrodestra, un’ipotesi contro la quale Giuliante si è battuto decisamente, riuscendo a convogliare la scelta del partito sul docente universitario Pierluigi Properzi. Entrambi furono in seguito sconfitti dal riconfermato Massimo Cialente, che arrivò al ballottaggio con Gdm.
L’assessore aveva accusato il dirigente della sua struttura di una presunta incompatibilità, in quanto da un lato redattore dei Prusst e dall’altro portatore di interessi, visto che alcune schede di progetto avrebbero fatto riferimento allo studio tecnico dello stesso D’Ascanio.
D’Ascanio si era difeso, in una lettera inviata a Chiodi, sottolineando il fatto che Giuliante avesse delineato “scenari assolutamente falsi in merito a presunte collusioni di natura tecnica, familiari e financo politiche”.
Alla fine il braccio di ferro era stato vinto dall’assessore, che aveva prima messo in stand by tutti i Prusst nell’ottobre 2011 e poi portato in Giunta la proposta di dichiarare l’inefficacia dell’Accordo, il provvedimento votato all’unanimità dai presenti e annullato dai giudici amministrativi
Il governatore, da quanto si apprese all’epoca, aveva acconsentito all’adozione della delibera, purché non ci fossero strascichi successivi che, altrimenti, sarebbero potuti costare caro a Giuliante.
A fare ricorso contro l’atto la società Akka srl, difesa dagli avvocati Giuliano Milia e Giulio Cerceo, che grazie all’Accordo di programma aveva in essere la realizzazione di un ristorante in località Santa Filomena a Chieti.
Secondo i giudici “è evidente la contraddittorietà del comportamento della Regione” e la “palese violazione dei principi generali dell’attività amministrativa”: per questo la delibera va annullata.
La ditta aveva anche richiesto il risarcimento danni, istanza non accolta dal Tar che ha invece condannato la Regione al pagamento in favore della ricorrente di 4 mila euro più le tasse per le spese di giudizio.
Da sottolineare che, a livello governativo, i Prusst furono un’invenzione di Gaetano Fontana, all’epoca direttore delle Infrastrutture e in seguito diventato dominus della ricostruzione aquilana fino al suo coinvolgimento in un’inchiesta giudiziaria. Su scala regionale, invece, gli stessi furono declinati da De Matteis, ai tempi in cui era assessore ai Lavori pubblici, e dal suo direttore D’Ascanio. Alberto Orsini




