PESCARA – Gli assessori della Giunta regionale abruzzese si sono dimessi in blocco stamattina per permettere al presidente, Luciano D’Alfonso, il rimpasto delle deleghe e consentire così la risoluzione della lunga crisi di governo con l’ingresso in Giunta del consigliere regionale Andrea Gerosolimo della lista Abruzzo civico.

D’Alfonso appare sicuro e anche singolarmente ironico, dimostrando di stare occuopandosi di tutt’altro. Rispondendo ad AbruzzoWeb durante l’incontro con il presidente della Fondazione per il Sud, Carlo Borgomeo, ha detto: “Non sono uno spingitore di risposte per il vostro giornale! Chi esce dalla Giunta? De Fanis”, in riferimento all’ex assessore di centrodestra Luigi, attualmente sotto processo.

Secondo quanto appreso, comunque, il gesto delle dimissioni di massa è arrivato su richiesta del presidente D’Alfonso per resettare il quadro e tentare di uscire dall’impasse.

Tra i dimissionari c’è, infatti, anche Mario Mazzocca di Sinistra ecologia libertà, accreditato a uscire dall’esecutivo per fare spazio a Gerosolimo, rimanendo tuttavia nella squadra di governo come nuovo sottosegretario alla Presidenza, posto lasciato vacante dal passo indietro di Camillo D’Alessandro (Partito democratico), nominato idealmente dal presidente “coordinatore della maggioranza”.

Un tetris che, almeno nei giorni scorsi, Sel aveva bocciato, votando contro la nomina a sottosegretario di Mazzocca. Ma ora le dimissioni in blocco spingono l’acceleratore verso questa via.

In alternativa, potrebbe uscire un assessore Pd, il più indiziato a oggi è Donato Di Matteo.

MAZZOCCA (SEL): “LA MIA POSIZIONE SOLO DOPO LA VERIFICA”

“Per dare un contributo all’avvio della soluzione della crisi aperta ad agosto in Consiglio regionale, a seguito delle dimissioni presentate da tutti gli altri componenti la giunta e dal sottosegretario, anch’io ho restituito al presidente D’Alfonso l’incarico e le deleghe che mi erano state conferite, formalizzando le mie dimissioni”.

Lo afferma Mario Mazzocca, in quota Sinistra ecologia libertà nella Giunta D’Alfonso.

“Con questo atto si sgombra finalmente il campo dai pettegolezzi, dalle dietrologie, dai personalismi che in questi casi rischiano di avvelenare i pozzi. Una crisi, è bene ricordare, creata da altri e subita soprattutto da noi – prosegue – La richiesta fatta da Sel di compiere preliminarmente un percorso di verifica e aggiornamento del programma di governo è, a questo punto ineludibile. Solo alla luce dell’esito di questo percorso affronterò, insieme al mio partito, il discorso relativo alla mia posizione nell’esecutivo”.

A tal proposito, Mazzocca annuncia che “nei prossimi giorni parteciperò a un fitto e serrato calendario di incontri con le componenti sociali e le forze attive dell’intera regione, promosso da Sel Abruzzo, per ascoltare e ricevere contributi per la definizione degli obiettivi prioritari che dovranno caratterizzare l’agenda politica del governo regionale”.

“La condivisione delle scelte da parte di tutta la maggioranza, alla cui attività non farò mancare il mio apporto, rappresenta la condizione necessaria per attuare il programma di rinnovamento della società abruzzese che gli elettori ci hanno affidato con il voto”, conclude.

MASCIOCCO (SEL): “QUALCUNO VUOLE LA TESTA DI MAZZOCCA”

Filtra pessimismo dalle parole del componente del direttivo regionale di Sel, Giustino Masciocco che ha sentito Mazzocca ieri sera ma non è in grado di dire come si comporterà.

“Le lobby di questa regione hanno chiesto la testa di Mazzocca e D’Alfonso gliela prepara su un piatto d’argento – dichiara – Parliamo dell’impegno per la Protezione civile e contro i progetti di petrolizzazione, la sua attività in 18 mesi è stata molto pronunciata e ora verrà sacrificata sull’altare della realpolitik”.

GEROSOLIMO (AC): “ORA SI APRE LA FASE DUE”

“Evidentemente il presidente D’Alfonso ha deciso di rivedere l’azione amministrativa. Adesso si apre la fase due del governo regionale, che era esattamente quello che anche noi di Abruzzo civico avevamo chiesto”.

Con queste parole Andrea Gerosolimo, il consigliere regionale di Ac che insieme a Mario Olivieri, della stessa lista e a Luciano Monticelli, del Pd, nello scorso agosto aveva aperto la crisi in seno alla Giunta regionale, commenta le dimissioni in blocco degli assessori regionali.

Un’iniziativa, da parte dei componenti della Giunta D’Alfonso, finalizzata ad agevolare il rimpasto e a consentire l’ingresso in Giunta dello stesso Gerosolimo.

“Avevamo posto dei problemi di natura programmatica, sui quali adesso siamo in accordo al 99 per cento – aggiunge – Quanto al rimpasto, la soluzione individuata da D’Alfonso, con le dimissioni di tutti gli assessori, rappresenta la scelta migliore”.

DE SANTIS (IDV): “UNA SOLUZIONE DISCUTIBILE”

“È una soluzione discutibile, ma è una soluzione!”.

Così il segretario regionale dell’Italia dei valori, Lelio De Santis, commenta gli ultimi di sviluppi del rimpasto di Giunta regionale per quello che definisce “l’ultimo giro alla giostra di D’Alfonso”.

Il riferimento è alla “soluzione tecnica” messa in campo dal governatore, Luciano D’Alfonso, “per poter effettuare il tanto desiderato rimpasto di Giunta, facendo dimettere tutti gli assessori e avocando solo alle sue prerogative la nomina dei nuovi membri dell’esecutivo”, ricorda De Santis.

“I cittadini abruzzesi – accusa – cominciavano a essere stanchi di questo balletto di poltrone che ha riempito le pagine dei giornali per settimane e che ha frenato l’azione amministrativa, confinando nel silenzio i tanti problemi che affliggono la società abruzzese”.

Secondo il segretario Idv, questa soluzione, però, “non risolve i problemi politici dentro la coalizione e peggiora i rapporti all’interno dell’esecutivo, che appare sempre meno una squadra di governo e sempre più una sommatoria di individualità”.

“La richiesta dell’Italia dei valori di un incontro del centrosinistra non era una perdita di tempo o una pratica della vecchia politica, ma solo l’esigenza di un confronto politico serio sul metodo e sul merito delle priorità dell’agenda amministrativa, in relazione al riordino del sistema sanitario, ai temi ambientali, al rilancio del settore culturale ed alla ristrutturazione della macchina amministrativa”, conclude.

Gli ex dipietristi non hanno posti in Giunta ma occupano l’ufficio di presidenza con il vice presidente vicario del Consiglio regionale, Lucrezio Paolini.

SOSPIRI (FI): “SIAMO ALLE COMICHE”

“Un’intera regione bloccata da due mesi per le fratture esplose in casa della maggioranza di centro-sinistra, un Governo completamente fermo da un anno per la mania accentratrice del presidente D’Alfonso e una giunta regionale ormai alla frutta che si dimette in blocco, per poi farsi rinominare, sperando che nessuno faccia la parte dello sconfitto. Ormai D’Alfonso e la sua maggioranza hanno ridotto l’Abruzzo a una pantomima, con un presidente incapace di gestire i suoi alleati e a rimetterci sono i cittadini e il territorio”.

È il commento del capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, alle dimissioni della Giunta D’Alfonso.

“Siamo alle comiche – ha aggiunto Sospiri – Sono due mesi che il governo regionale è completamente fermo per il balletto Mazzocca dentro Gerosolimo fuori-Gerosolimo dentro Mazzocca fuori, specchio di un Presidente, D’Alfonso, che non riesce a governare gli equilibri territoriali né quelli tra le tante anime di una maggioranza pasticciata”.

“Oggi il gran finale: tutti gli assessori si sono dimessi perché nessuno vuole fare la figura dello sconfitto, lasciando la Regione senza Giunta, e domani la montagna partorirà il topolino, ovvero verranno tutti rinominati, mischiando un po’ di deleghe, e confermando il giro di valzer e di poltrona tra Mazzocca e Gerosolimo. La verità è che siamo di fronte a una sceneggiata, con una regione bloccata da più di 60 giorni, in cui anziché affrontare i problemi veri, la chiusura dei punti nascita, dei Pronto soccorso, l’emergenza immigrati, i ticket sanitari, a tener banco sono solo le liti in seno alla maggioranza”.

“Ma la paralisi amministrativa è cominciata un anno fa, quando è esplosa la mania accentratrice del Presidente D’Alfonso, abituato alla politica dell’uomo solo al comando più che alla condivisione delle scelte, e oggi l’Abruzzo è l’unica vera vittima dei bizantinismi del centro-sinistra. Da un anno ci trasciniamo dietro gli stessi problemi, tutti irrisolti, l’Abruzzo è la regione che ha perso più posti di lavoro nel panorama italiano e purtroppo gli unici posti che non perdiamo sono quelli degli assessori del Pd che, nominato Gerosolimo, torneranno al loro posto a governare male l’Abruzzo”.