L’AQUILA – È scontro in Regione sui fondi alla cultura abruzzese.

Sul piede di guerra i consiglieri del gruppo di Forza Italia che attaccano in una nota congiunta la Giunta di Luciano D’Alfonso stigmatizzando interventi che, con la variazione di bilancio che sarà votata domani pomeriggio in prima commissione, andrebbero a finanziare solo alcuni eventi come “la Perdonanza Celestiniana, dimenticandosi però di manifestazioni di altrettanta rilevanza, come il Mastrogiurato di Lanciano, la Giostra Cavalleresca di Sulmona o la Settimana Mozartiana di Chieti”.

“Non abbiamo in alcun modo penalizzato la cultura – replica il consigliere regionale del Partito Democratico Camillo D’Alessandro, primo firmatario della variazione di bilancio – Il centrodestra forse dovrebbe approfondire meglio la questione del sostegno alla cultura. Oggi, purtroppo, ci troviamo nella condizione di non poter erogare i fondi, già iscritti in bilancio, destinati alle istituzioni culturali. E questo perché la Corte dei Conti ha imposto l’obbligatorietà della procedura che prevede la creazione di un fondo unico per la cultura, la pubblicazione di un bando e solo dopo lo stanziamento delle somme”.

Silvio Paolucci, ascoltato da AbruzzoWeb parla di una manovra da circa 5 milioni di euro in buona parte, assicura, per “spese obbligatorie”.

I consiglieri di Forza Italia preannunciano battaglia nella seduta del Consiglio di domani per impedire l’approvazione della variazione di bilancio che specificano, “ha il suo reale obiettivo di sottrarre al Consiglio il controllo dei fondi regionali per la cultura a tutto vantaggio della Giunta”.

I consiglieri attaccano la Giunta anche “sull’azzeramento del finanziamento di 300mila euro ciascuno, inserito nel bilancio di previsione, destinato all’Istituzione Sinfonica Abruzzese, al Liceo musicale Braga di Teramo, al Teatro Stabile d’Abruzzo e al Teatro Marrucino, ricorrendo alla giustificazione della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato – aggiungono – Non bisogna dimenticare che siamo in agosto e questi enti hanno già assunto varie obbligazioni; se questa variazione dovesse passare, si tradurrebbe in un vero e proprio disastro per le Istituzioni culturali abruzzesi”.

“Un’ultima riflessione sulle reazioni agli atti del governo regionale – concludono i consiglieri d’opposizione – così come per la legge n.5 non abbiamo assistito a nessuna reazione da parte delle organizzazioni sindacali, oggi rimaniamo ancor più basiti di fronte al  silenzio assordante delle associazioni culturali abruzzesi e soprattutto di quella sinistra radical-chic, che si è sempre dichiarata sostenitrice e unica paladina della Cultura (con la C maiuscola), chiaramente a chiacchiere ma non nei fatti”.

D’Alessandro conclude rassicurando gli operatori e le istituzioni culturali, “perché faremo in modo che non si verifichino disagi, ma soprattutto nei bandi saranno tenute in debito conto le attività già avviate e gli impegni eventualmente già assunti”, puntualizza. 

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Silvio Paolucci, ascoltato da AbruzzoWeb parla di una manovra da circa 5 milioni di euro in buona parte, assicura, per “spese obbligatorie” e prima di bastonare i consiglieri di Forza Italia.

“Ricordo agli esponenti del centrodestra che loro, quando hanno governato l’Abruzzo, hanno tagliato del’85 per cento i fondi alla cultura, e a questa voce hanno lasciato in bilancio una lunga sequenza – specifica – Noi oggi interveniamo aggiungendo 500 mila euro”, contrattacca l’assessore regionale al Bilancio”.

Sulla paventata cancellazione di fondi all’Istituzione Sinfonica Abruzzese, al Liceo musicale Braga di Teramo, al Teatro Stabile d’Abruzzo e al Teatro Marrucino Paolucci spiega che “non è stato cancellato nulla, i 300 mila euro per ciascuna di questa istituzioni, per un totale di 1,2 milioni di euro, sono stati trasferiti nel fondo unico dello spettacolo, a seguito della direttiva europea del 17 giugno, in cui lo stanziamento diretto con l’attuale modalità potrebbe configurare un aiuto di Stato”.

Ma l’assessore assicura che “i contributi arriveranno lo stesso, nella forma adeguata che non contravvenga alle direttive europee, anche perché queste istituzioni hanno già programmato la stagione”.