L’AQUILA – Potrebbe essere Silvio Paolucci, se non andranno in porto altre trattative, a lasciare la Giunta regionale di Luciano D’Alfonso per portare a termine il sempre più complicato rimpasto.

In uno scenario mutevole che cambia ora dopo ora, c’è anche questa tra le ipotesi sul tavolo per trovare posto al nuovo assessore di Abruzzo civico Andrea Gerosolimo, dopo il no unanime dell’assemblea di Sinistra ecologia libertà a traslocare Mario Mazzocca dalla Giunta al sottosegretariato alla Presidenza, lasciato libero da Camillo D’Alessandro.

Esclusa Sel, che comunque ha rimandato scelte definitive a dopo una verifica di maggioranza, a fare posto a Gerosolimo dovrà essere necessariamente qualcuno del Pd, che ha 5 assessori su 6.

Ed esclusi gli intoccabili Giovanni Lolli (unico esterno) e Marinella Sclocco (unica donna eletta), i depennabili sono solo appunto Paolucci, Donato Di Matteo e Dino Pepe.

Paolucci, ex segretario regionale del Pd e consigliere tra i più votati con 7.900 preferenze, ha deleghe pesantissime: Sanità, Bilancio e Personale. Ma questo invece di costituire una scusante, rende più ipotizzabile l’uscita, sfibrato com’è da un lavorìo massiccio e logorante giorno dopo giorno nei tre settori, oltretutto con il “martello” D’Alfonso sempre alle calcagna.

Certo, l’uscita di Paolucci impoverirebbe ancora di più la compagine chietina al governo regionale che già ha perso un pezzo da Novanta come D’Alessandro, tra le lamentele del Pd locale, circostanza, questa, che fa decisamente precipitare le chance di concretizzazione.

Ma in questa situazione nebulosa che rischia sempre più di sfuggire di mano al governatore, nessuna posizione può essere data per scontata. Neanche quella del “superassessore”. Alberto Orsini