L’AQUILA – Una raffica di delibere approvate nei giorni scorsi dalla Giunta Regionale, ha ridotto il numero dei Servizi e degli uffici, ridefinendone anche i compiti, per ciascuno degli otto dipartimenti in cui è articolata la tecnostruttura regionale. 

Si è compiuto, insomma, un passo avanti decisivo nella riforma della  macchina burocratica, che conta 1.500 dipnendenti circa,  varata a luglio con la legge che porta la firma dell’assessore al Personale e al Bilancio, Guido Quintino Liris, di Fratelli d’Italia,  e che dovrà culminare con il bando per coprire le postazioni dirigenziali vacanti, una trentina, atteso a marzo.

Passaggio importante sarà anche la riunione in programma oggi, prevista per ieri ma poi rimandata, a cui parteciperanno da una parte le forze sindacali, e in primis la delegazione del sindacato Direr-Fedirets, di cui è segretaria regionale, oltre che nazionale,  Silvana De Paolis, dall’altra il direttore del dipartimento Risorse e Organizzazione, Fabrizio Bernardini, e il direttore generale Barbara Morgante. 

In calce alle delibere approvate ieri è scritto del resto, a chiare lettere, che “l’efficacia è subordinata all’informativa nei confronti delle organizzazioni sindacali”, prevista dalla legge. 

Poi entro tre giorni, dall’entrata in vigore delle delibere, andranno indetti gli avvisi a cui gli attuali dirigenti e funzionari regionali potranno rispondere, esprimendo la loro candidatura per uno o più servizi e uffici in cui intendono prender posto, nel nuovo assetto. A decidere sarà il direttore di ciascun dipartimento, con una sua determina. 

Nella nuova riorganizzazione i servizi, e relativi dirigenti sono ridotti da 94 a 84, gli uffici da 330 a 301.

Va detto però che 94 era un numero meramente teorico, quello fissato nell’organigramma. Di fatto, i dirigenti in carne ossa  sono 53, e le tante, troppe postazioni vacanti, sono coperte ad interim dal direttore e da altri dirigenti. 

Da qui l’importanza del bando atteso entro marzo, per una trentina di posti, che consentirà di avere finalmente tutte i servizi coperti, e i ranghi al completi. 

AbruzzoWeb ha tentato invano di contattare De Paolis, per avere un quadro dei temi che saranno oggi sul tavolo.
A dicembre la segretaria del sindacato Direr aveva espresso perplessità sulle modalità con cui si stava procedendo alla riorganizzazione. 

“Come sindacato – aveva affermato – vorremmo avere voce anche in questa fase di studio e proposta. Il nostro timore è che ciascun dipartimento e assessore decida come un corpo a se stante, senza visione d’insieme, il timore è che sul tavolo della giunta arriverà una somma di micro ristrutturazioni slegate une dalle altre. E a quel punto i giochi potrebbero essere fatti”.

Per De Paolis poi, “va considerato anche l’aspetto territoriale, ovvero in quale città e sede, dove saranno accorpati ed eliminati gli uffici. Un aspetto che ha una valenza oltre che politica anche organizzativa”.

Oggi si avranno risposte su questi cruciali temi, e potenziali motivi di conflitto. 

L’anno che verrà sarà segnato anche da altri maxi concorsi per l’assunzione di ben 186 nuovi dipendenti, di cui 70 per rinforzare, i centri per l’impiego, che devono far fronte alla valanga di procedure e mansioni in seguito all’istituzione del reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle.

La mega-infornata avrà un costo aggiuntivo di 4 milioni di euro l’anno, a cui si aggiungono 2,5 milioni di fondi ministeriali, e si è resa necessaria dall’effetto riforma, approvata a governo giallo-verde, targata Lega, di “quota cento”, che in Abruzzo, è stato calcolato, porterà nel 2020 ben 120 dipendenti ad anticipare il pensionamento; a queste “defezioni” si aggiungono i 100 andati in pensione da gennaio a novembre di quest’anno e agli oltre 100 prepensionati nella legislatura di centrosinistra di Luciano D’Alfonso, oggi senatore del Partito democratico. Filippo Tronca