L’AQUILA – Futuro e libertà per l’Italia non entrerà nella Giunta regionale guidata da Gianni Chiodi, ma resta in maggioranza di centrodestra, “con atteggiamento propositivo, ma anche critico”.

Questa la decisione presa dai vertici nazionali del partito in una riunione che si è svolta ieri a Roma. Tra i presenti il parlamentare ex Pdl Daniele Toto, coordinatore regionale, e il suo vice, Emilio Nasuti, consigliere regionale e presidente della commissione Bilancio.

Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, e i coordinatori nazionali, Adolfo Urso e Italo Bocchino, hanno detto no a un’ipotesi di Nasuti assessore o di altri aderenti a Fli inseriti nell’organigramma dell’esecutivo.

La motivazione è quella prevedibile, cioè che il quadro politico nazionale è in rapida e mutevole evoluzione, e non si deve dimenticare che ormai Fli in Parlamento è all’opposizione.

Inoltre, resta sempre sul tavolo la possibilità della nascita del “Partito della Nazione”, con Fli, l’Unione di centro, l’Alleanza per l’Italia e il Movimento per le autonomie. In quest’ottica, le Regioni potrebbero essere usate come laboratorio per testare il modello da riproporre poi in ambito nazionale.

Intanto rischiano di guastarsi sempre più i rapporti tra Toto e Nasuti. Il coordinatore aveva già chiesto l’assessorato alla Sanità e come arma di pressione era disposto a chiedere di non far votare il bilancio ai suoi, un’ipotesi poi scongiurata.

Nasuti, dalla sua, ha trattato per evitare lo strappo, riuscendoci, e, chiamato dallo stesso governatore a entrare nella sua Giunta, ha dato la sua disponibilità, mentre da quanto si è appreso Toto avrebbe preferito un tecnico in orbita Fli. Il “niet” di Fini comunque ha rimandato lo scontro.

Adesso le carte in tavola per il rimpasto cambiano ancora una volta. Torna prepotentemente il dualismo per un posto in Giunta in provincia di Chieti tra i consiglieri del Pdl Luigi De Fanis e Nicola Argirò, che poteva essere risolto con la nomina del “terzo”, Nasuti, che è di quel collegio.

Per uno dei posti resta certo Gianfranco Giuliante, aquilano, capogruppo del Pdl. E proprio per la sua successione è spuntato un nome a sorpresa che potrebbe scalzare gli attuali pretendenti, Emiliano Di Matteo (attuale vice capogruppo) e Lorenzo Sospiri.

Si tratta di Lanfranco Venturoni, ex assessore alla Sanità, costretto a dimettersi dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta “rifiutopoli” con l’arresto, i domiciliari e l’obbligo di dimora, misure via via revocate fino al suo ritorno sui banchi di palazzo dell’Emiciclo.

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