PESCARA – Sarà Rocco Micucci, l’ex presidente della Fira, la finanziaria regionale, nochè sindaco di Rapino (Chieti) il nuovo amministratore unico del Crab, il Consorzio ricerche applicate alla biotecnologia della Regione Abruzzo, che dopo due anni di agonia è appena uscito dallo stato di liquidazione.
Dopo poche ore dall’annuncio dell’assessoere Dino Pepe delal nuova fase del consorzio, la giunta regionale ha provveduto ala nomina di Micucci. Un amministratore in quota centrodestra, vicino a Mauro Febbo di Forza Italia, che però con l’avvento del centrosinistra ha mantenuto un ascendente nei confronti del presidente della Regione Luciano D’Alfonso.
La fine della fase liquidatoria, ha spiegato Pepe, “ha comportato il riordino sia da un punto di vista patrimoniale che finanziario: la Regione ha dato seguito alla capitalizzazione del Centro mediante conferimento Immobiliare del valore di oltre 4 milioni di euro con contestuale ridefinizione delle quote societarie tra i soci del Consorzio; la Provincia è uscita definitivamente mentre la Regione arriva oggi ad avere la quasi totalità della proprietà del consorzio”.
Micucci, non si può non ricordare, insieme all’ex “super direttore” della Regione Abruzzo, Antonio Sorgi, alla dirigente regionale Iris Flacco e all’ex amministratore della società Metron Srl di Mosciano Sant’Angelo (Teramo) Ercole Cauti, ha ricevuto nel maggio scorso un avviso di conclusione di indagini dalla procura della Repubblica dell’Aquila.
Per i quattro le ipotesi di reato sono associazione per delinquere finalizzata alla commissione di turbata libertà degli incanti, per fatti commessi tra il 2009 e il 2013, quando Mucucci era a capo della Fira, la finanziaria regionale, e Il sospetto riguarda un presunto affidamento illecito di servizi e forniture per la gestione e l’assistenza tecnica di progetti finanziati con fondi europei gestiti dalla Regione.
“Sono stato coinvolto perché presidente del cda di Fira per fatti del 2011, senza una sola accusa di vantaggio personale per il sottoscritto, senza neanche essere stato avvisato e poter dire la mia – è stato lo sfogo di Micucci appresa la notizia – Ho letto 40 pagine di conclusione indagini e non c’è un rigo di fatti ascrivibili a me, centinaia di intercettazioni non una che riguardi me”.






