L’AQUILA – “Piccone, secondo i dati pubblicati dal sito Openpolis sulla produttività dei senatori, è 308° su 323, secondo il buon senso non era ‘rap-presentabile'”.

Gioca con le parole, ma non le manda certo a dire l’assessore regionale del Popolo della libertà Gianfranco Giuliante al coordinatore abruzzese del suo partito, il senatore uscente Filippo Piccone, ricandidato come capolista alla Camera.

Nei giorni scorsi l’aveva paragonato al dittatore cannibale centroafricano Jean-Bedél Bokassa e accusato di metodi “baronali e feudali”.

Questa mattina Giuliante, insieme al collega di Giunta e di partito Angelo Di Paolo, al consigliere regionale Riccardo Chiavaroli, portavoce del Pdl all’Emiciclo, e al capogruppo dell’Unione di centro, Antonio Menna, si è presentato in conferenza stampa per annunciare la nascita di ‘Presenza popolare’.

Una sintonia tra “frondisti” dell’uno e dell’altro partito usciti scottati dalla formazione delle liste per le elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi.

“Ognuno rimarrà nel suo gruppo di appartenenza – spiega Chiavaroli – ma su alcuni temi faremo squadra, per esempio sull’azienda Ater unica e sulla fusione delle società di trasporto pubblico”.

“La volontà – aggiunge Chiavaroli – è disegnare un’agenda di fine mandato per affrontare alcune questioni che sono rimaste in sospeso”.

Ma l’obiettivo principale, spiegano Giuliante e Chiavaroli è “organizzarsi per fare tesoro della pessima esperienza della compilazione delle liste per Camera e Senato, evitando in futuro di essere proni ai voleri romani o di alcune realtà abruzzesi che hanno lavorato a scapito di altre.

Oltre a Piccone, Giuliante ce l’ha anche con Paolo Tancredi, anche lui ricandidato in posizione “utile” alla Camera, grazie anche ai viaggi a Roma del presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha sfruttato tutta la sua influenza sui vertici nazionali del Pdl per strappare un seggio sicuro per il suo sodale e concittadino.

“Uno dei prossimi argomenti su cui punteremo è il ristoro per tutti i comuni abruzzesi dei danni subiti con la nevicata del febbraio 2012 – sottolinea Giuliante – che oggi rischiano il ‘default’: Tancredi, in sede di legge di Stabilità (di cui è stato relatore insieme all’altro senatore abruzzese Giovanni Legnini, ndr) si è fatto mettere 8 milioni ma solo per il Teramano, nel ‘Cencelli della sfiga’ qualcuno è stato più sfigato di altri”. (pi.bi.)