L’AQUILA – “Lei non è più credibile”. Con queste parole è iniziato l’intervento del capogruppo del Partito democratico, Camillo D’Alessandro, che si è rivolto al presidente Gianni Chiodi durante la seduta straordinaria del Consiglio regionale.
“Non riesco a capire se il presidente Chiodi ha un’alta considerazione di se stesso o una scarsa considerazione degli abruzzesi”, ha aggiunto.
“Politicamente – ha affermato D’Alessandro – con il sistema di potere spartitorio del territorio messo su dal Pdl, Chiodi c’entra fino al collo. Nel Pdl si sono politicamente divisi le province e territori con i potentati di turno”.
“Il centro destra abruzzese – ha insistito D’Alessandro – è fatto dai peggiori forcaioli contro gli avversari politici che hanno utilizzato la carta bollata per far fuori gli avversari, vedi caso-Pescara, che diventano garantisti con i propri amici e affini”.
“Chiodi – ha detto D’Alessando – rappresenta un capitolo ormai chiuso nella storia dell’Abruzzo. Aveva l’ultima occasione per rivendicare una ragione vera per andare avanti, ma ha perso anche quest’occasione. Ormai Chiodi è al palo, in uno stato confusionale che sta trascinando l’Abruzzo nel baratro”.
“Fanno ridere – ha concluso D’Alessandro – le provocazioni di Chiodi. Allora dimettiamoci insieme tutti, oggi, e vediamo chi ha paura delle elezioni, ma è fin troppo chiaro che Chiodi-Tarzan è fortemente legato alla sua ultima liana. Le dimissioni non le chiediamo, anche se è Chiodi che avrebbe dovuto dare una motivazione per non chiederle, ma non lo ha fatto”.






