L’AQUILA – “Da tempo la società civile e le parti sociali tutte, nel richiamo ad una gestione della cosa pubblica ispirata all’etica e alla moralità, chiedono alla politica trasparenza e volontà di confronto, e Confindustria Abruzzo crede che la legge di riforma della gestione delle aree industriali possa costituire occasione utile per dare attuazione a tale legittimo richiesta”. E’ quanto sostiene il presidente di Confindustria Abruzzo, Mauro Angelucci.
“Si tratta – ha aggiunto – di una riforma importante ed innovativa tesa a modificare assetti obsoleti e costosi di gestione di alcune delle aree industriali presenti in Abruzzo, che in molti casi, oltre a costituire centri di spesa ormai insostenibili, arrecano enormi danni alle imprese e allo sviluppo economico sia in termini di insufficienza di erogazione dei servizi richiesti, sia in termini di appesantimento burocratico”.
“La legge di riforma della gestione delle aree Industriali – ha sottolineato – pertanto, va nel senso delle innovazioni da tempo auspicate dal mondo delle imprese – e spesso annunciate dalla politica- in quanto utili alla crescita imprenditoriale e occupazionale del territorio, nonché alla sua attrattività”.
“Consapevole che come iniziativa volta al cambiamento, la riforma possa trovare resistenze corporative o campaniliste, che comunque non possono giustificare azioni politiche irresponsabili di freno, Confindustria Abruzzo chiede alla politica e agli esponenti del Governo regionale di pronunciarsi apertamente e in modo pubblico sulla materia, affinché la società civile e imprenditoriale possa conoscere le reali posizioni in essere e potersi misurare sulla questione, nonché verificarne la coerenza con gli annunci e le dichiarazioni spesso espresse dagli stessi esponenti politici in occasione di eventi pubblici o nei programmi elettorali”.
“Tale richiesta nasce, evidentemente – ha concluso – dalle notizie circa la mancata approvazione del provvedimento in questione da parte della stessa Giunta Regionale, a causa di alcuni veti interni alla maggioranza, e dalla constatazione che ogni qualvolta si cerchi di dare concretezza alle dichiarazioni e agli intendimenti di processi riforma, da tutti formalmente auspicati, vi siano forze che in realtà lavorano per ostacolarli”.





