L’AQUILA – “Abruzzo incapace di spendere, sia i soldi del Masterplan per il ciclo idrico, sia quelli europei”. Questa la tesi delle opposzioni di centrodestra e Movimento 5 stelle, che affilano le armi in vista del prossimo consiglio regionale dell’8 marzo.

A suonare la carica, il solito Mauro Febbo di Forza Italia, che denuncia che “ad oggi i cantieri per il completamento del sistema idrico integrato sono tutti fermi e i 69 milioni di euro finanziati dal Ministero con lo Sblocca Italia per interventi, destinanti a consorzi e aziende acquedottistiche, sono tutti al palo per mancanza della liquidità da parte della Regione Abruzzo. Le ditte che dovevano iniziare i lavori sono ancora tutte ferme poiché si è in attesa di ricevere indicazioni da parte degli uffici regionali”.

A riprova sventola una lettera del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture del gennaio 2018, che chiede alla Regione, a seguito di una rimodulazione pluriennale dei finanziamenti, di assicurare una adeguata ‘liquidità di cassa’ alla Stazione appaltante designata “secondo l’apprezzamento previsionale dell’avanzamento della spesa”.

A sua volta la Regione, spiega Febbo “in una lettera indirizzata ai dieci concessionari del finanziamento, indica invece come debba essere il Concessionario del finanziamento, ossia il Ministero, ad assicurare l’adeguata liquidità. Un tipico pasticcio  di Luciano D’Alfonso, che ha “interesse” solo a conferenze stampa con annunci milionari, come sta accadendo e accadrà per il Masterplan dove, tra dichiarazioni e sottoscrizione di convenzioni “fuffa”, senza indicazioni di cifre e date, la cifra è arrivata a superare i 7 miliardi. Non di euro, ma di chiacchiere”.

“D’altronde – conclude Febbo – molti amministratori, anche del Partito democratico, ormai di questo sono consapevoli  e rifiutano di fare gare e firmare  convenzioni, come accaduto al Presidente della Provincia di Chieti”. 

I consiglieri regionali del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Riccardo Mercante, Pietro Smargiassi e Gianluca Ranieri, sostengono invece che “la Regione Abruzzo perde fondi europei perché non vengono utilizzati, non vengono richiesti e non vengono investiti correttamente”. 

E per di più il prossimo Quadro finanziario 2027 presentato da Jean Claude Juncker, presidente della Commisione europea, al Parlamento europeo, prevede tagli alla politica di coesione del 7 per cento. E l’Abruzzo rischia di perdere altri 28 milioni.

“E’ nei fondi europei che l’incapacità di governare della Giunta di centro sinistra si palesa nettamente – si legge in una nota diffusa dai consiglieri regionali -. Il Movimento 5 Stelle è intervenuto a più riprese sull’importante partita dei programmi operativi dei fondi europei. Abbiamo già denunciato da anni l’immobilismo della nostra regione sulla capacità di reperire i fondi della Comunità”.

“Come abbiamo già denunciato i gravi ritardi nella pubblicazione dei bandi e di come questo comporti la mancanza di risorse economiche per imprese e beneficiari, che attendono da troppo tempo di poter usufruire delle risorse messe a disposizione dall’Europa”.

Una inefficienza, secondo i 5 stelle, che si protrae da anni “sia durante l’amministrazione di Gianni Chiodi di centro destra che da parte di quella di centro sinistra a guida D’Alfonso.  Ed ora, come se non bastasse, arriva la proposta di budget europeo presentata dalla Commissione che sancisce i tagli alla politica di coesione del 7 per cento.  Riteniamo che questo sia inaccettabile. Si tratta di andare a colpire le Regioni che, come l’Abruzzo, hanno già gravi problemi di risorse economiche in ambito di sviluppo e crescita”.

Secondo le prime stime, effettuate dai parlamentari europei del Movimento 5 stelle, si tratta di circa 5 miliardi di euro in meno di risorse investite. “Per questo – continuano i consiglieri – ci uniamo alla richiesta di Laura Agea, capodelegazione 5 Stelle, nella richiesta di inserire il livello di disoccupazione giovanile  come indicatore principale, oltre al Pil, per quantificare l’assegnazione dei fondi europei”.