LANCIANO – “Gerosolimo e Olivieri hanno semplicemente difeso lo spirito originario e anche la futura evoluzione di Abruzzo civico, di cui io sono il garante. Sottanelli e chi li ha attaccati non rappresentano la base del movimento, ma sono solo una componente con la tessera in tasca di quel che resta di Scelta civica, non più compatibile con il nostro progetto politico”.

Esce dal silenzio Giulio Borrelli, il coordinatore di Abruzzo civico, ex direttore del Tg1, e fa chiarezza sul marasma scatenatosi nelle ultime ore all’interno della sua creatura, schierandosi senza se e senza ma con i due consiglieri regionali Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri, confermando che a breve Abruzzo civico cambierà pelle, forse anche nome e simbolo, e non ci spazio per quelli di Scelta civica accusati di “voler tenere il piede in due scarpe”, monopolizzando il direttivo del movimento, come un corpo estraneo, per portare avanti però progetti politici che nulla hanno a che fare con quelli di Abruzzo civico.

A far esplodere il conflitto, l’annuncio Gerosolimo e Olivieri su “una nuova fase per il movimento”, verso un progetto “più ampio ed inclusivo di una aggregazione politica, che porta con sé l’impronta di dirigenti e amministratori locali e regionali”.

Lasciando intendere come rivelato dal quotidiano Il Messaggero, l’ingresso nel gruppo di Alessio Monaco, consigliere di Regione facile, l’altra civica della maggioranza. Ipotesi subito smentita dal diretto interessato.

Subito dopo però si è scatenata l’ira presidente regionale del movimento Giulio Sottanelli, onorevole di Scelta civica, che in una nota firmata anche dai quattro coordinatori provinciali e un’altra decina di iscritti ha accusato Gerosolimo e Olivieri di “non volersi confrontare con la base”, intimandogli “di rispondere e rendere conto a tutti i suoi candidati, sostenitori ed elettori”.

Ma la base di cui parla Sottanelli, precisa oggi, ad AbruzzoWeb Borrelli, è “solo millantata come tale”.

In realtà a prendere posizione sarebbe stata dunque solo la componente di Scelta civica, la poco fortunata formazione politica fondata da Mario Monti, piccata e non poco dal fatto che Gersolimo e Olivieri nella nota incriminata avevano dichiarato anche che può dirsi concluso “il cammino intrapreso con Scelta civica, ringraziandola per l’apporto conferito all’idea originaria e per la parte del percorso fatto insieme”.

Borrelli, in sostanza, non fa che riconfermare le loro parole.

“Scelta civica – ribadisce il coordinatore regionale – oramai è fuori dal nostro progetto politico che lo ripeto è esclusivamente civico e che a breve si doterà di un nuovo statuto in cui sarà sancito che chi vorrà aderire non potrà avere tessere di partito in tasca. E non ci sarà più posto per chi vuole tenere i piedi in due scarpe”.

A far degenerare i rapporti interni tra la componente di Scelta civica e quella che fa riferimento a Borrelli, Gerosolimo e Olivieri, è dunque l’attivismo in vista delle elezioni comunali in particolare a Vasto e Lanciano (Chieti) e a Roseto (Teramo), di Sottanelli e i suoi che lavorano alla creazione di liste collegate a Scelta civica, con la regia da Roma del leader nazionale di Scelta civica Enrico Zanetti, sottosegretario al ministero dell’Economia, di cui Sottanelli è un fedelissimo.

“Quel che è grave – osserva Borrelli – è che lo abbiamo scoperto solo a cose fatte, quando anche noi ci siamo messi a lavorare a liste collegate ad Abruzzo civico. Per di più a Lanciano Sottanelli vorrebbe correre con il centrodestra, mentre Abruzzo civico come è naturale che sia in questa fase, rimarrà anche nel voto amministrativo nel campo del centrosinistra”.

Svelato l’arcano Borrelli precisa che non vuole cacciare nessuno da Abruzzo civico, ma ricorda anche “che Abruzzo civico ha preso il 5 per cento alle elezioni regionali perché si è presentato con una precisa caratteristica di movimento civico, al di fuori dei partiti tradizionali. Con Scelta civica abbiamo fatto un percorso insieme, ed un esperienza che ha esaurito la sua funzione. Ricordo a tal proposito, che Scelta civica presentandosi da sola alle recenti elezioni, ed anzi in aggregazione anche con altre forze, non ha superato un misero 0,5 per cento”.

Sarà insomma la componente di Scelta civica a tirasi fuori da sola quando scatterà la fase due, con il divieto messo nero su bianco nello statuto della doppia tessera. E, lascia intendere Borrelli, non sarebbe comunque un grossa perdita, in termini di peso elettorale.

Sarà anche l’occasione per azzerare gli organi del movimento sanando il paradosso di una componente oramai estranea al movimento che occupa però tutte le posizioni di vertice del direttivo, dalla presidenza regionale ai quattro coordinamenti provinciali.

Borrelli infine, allargando lo sguardo oltre le beghe domestiche, riconosce che “ora nella maggioranza in Regione di cui facciamo parte le acque sono molto più tranquille”.

Gerosolimo, va ricordato, ha conquistato l’assessorato nello scorso mese di ottobre, dopo che insieme al suo collega Olivieri e al consigliere Pd Luciano Monticelli, ha portato la maggioranza nel baratro della crisi politica, chiedendo una fase nuova e in particolare politiche culturali “senza figli e figliastri” nell’erogazione dei fondi.

Crisi risolta solo con il rimpasto di giunta.

“In questa maggioranza ora ci riconosciamo – sottolinea Borrelli – continueremo però a batterci per difendere le prerogative e i diritti delle aree interne, che non sono solo quelle montane, ma tutto il territorio al di fuori delle grandi aree metropolitane, quella di Pescara in primis, per chiedere una equa ripartizione delle risorse a vantaggio di tutti gli abruzzesi”.