L’AQUILA – “È urgente l’apertura di un tavolo di lavoro per risolvere la vicenda delle società partecipate delle Province, da parte della Regione Abruzzo che, in base al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 novembre 2014, deve subentrare nelle relative partecipazioni e occuparsi del tema”.

È quanto chiesto dalla Cgil in una nota firmata da Rita Innocenzi, della segreteria regionale del sindacato che da tempo si occupa della materia delle società partecipate. 

Le società in questione sono la Euroservizi della Provincia dell’Aquila, la Agena di Teramo, Provincia Ambiente di Pescara, La Ops e la Alesa di Chieti, che esercitano funzioni oggetto di riordino in base al decreto e dunque attualmente di competenza della Regione.

“Ci sono state varie sollecitazioni e richieste di incontro da parte della Cgil – si legge ancora nella nota – La Regione deve predisporsi all’esercizio del ruolo che la normativa vigente, compreso il nuovo testo del Decreto Madia che sta per essere licenziato, affida proprio alle Regioni. Gli enti dovranno svolgere funzioni di regia per tutte le partecipate che hanno sede nel territorio regionale e ciò anche rispetto alla gestione di eventuali eccedenze di personale che dovessero emergere in tali Società”.

“In Abruzzo siamo chiamati ad una nuova stagione che faccia dei soggetti societari partecipati dal pubblico attualmente esistenti, dei luoghi di valore per l’azione amministrativa e per il miglioramento dei servizi – continua la nota Cgil – dei luoghi non condizionati dalla politica ma contraddistinti da etica, efficienza, efficacia e trasparenza”. 

In merito ai possibili esuberi di personale la Cgil tiene a ribadire come non si debba “chiedere al sindacato di essere disponibile a by-passare le norme nazionali e non si pensi di seguire la strada illegittima dei licenziamenti ma, semmai, si chieda di attivare un confronto su tutte le realtà con l’obiettivo di realizzare accorpamenti, razionalizzazione dei costi, mobilità e rivisitazione anche del mansionario degli attuali addetti per garantire i servizi per i cittadini nella salvaguardia dei livelli occupazionali”. 

“Le società partecipate dagli enti pubblici ed i loro dipendenti – chiude la nota – non sono una materia da accantonare peraltro da parte della politica che le ha generate: il dovere ora e l’obiettivo, possibile da realizzare, è quello di far lavorare i dipendenti e farle funzionare nel rispetto dell’etica e della necessità di rispondere adeguatamente alla domanda di migliori e maggiori servizi che proviene dai cittadini”.