L’AQUILA – Da che parte sta Abruzzo moderno? Lo spiega ad AbruzzoWeb Alessandra Rossi, giovane imprenditrice aquilana che con la sua associazione politico culturale era data fino a qualche mese fa pronta a sostenere il candidato presidente del centrosinistra Luciano D’Alfonso, senza escludere altre clamorose scelte di campo, con il sostegno di Rodolfo De Laurentiis, candidato nel 2008 alla presidenza della Regione Abruzzo con l’Udc, e oggi consigliere di amministrazione della Rai e padrino politco di Abruzzo Moderno.
Proviamo a sciogliere l’arcano nell’intervista che segue.
Alessandra Rossi, correva voce che la vostra associazione avrebbe avuto un ruolo da protagonista in questa tornata elettorale, poi che cosa è accaduto?
Non è accaduto nulla perché erano, appunto, soltanto voci. Non c’è stato nessun confronto né con D’Alfonso, né con Chiodi, né con altri candidati.
Avete deciso, insomma, di saltare il giro delle Regionali?
Siamo in attesa di conoscere i programmi, siamo un’associazione culturale, laboratorio politico. Personalmente non ho mai avuto intenzione di candidarmi, non mi sarei certo tirata indietro, ma non c’erano le condizioni. Nessun candidato ci rappresenta per davvero. Aspettiamo di conoscere di programmi, dei quali, dopo 2 mesi di campagna elettorale, ancora non si parla.
Il vostro referente politico De Laurentiis la pensa come voi?
Noi facciamo riferimento a De Laurentiis, che ha fondato il movimento Oltre, che come obiettivo ha quello di rinnovare la classe dirigente, e condivide in pieno la nostra impostazione.
Mettiamola così: dovendo proprio scegliere il meno peggio per voi: Chiodi o D’Alfonso?
Siamo equidistanti. Chiodi ha risanato i bilanci della sanità, e questo è un suo merito, ma non ha fatto crescere l’Abruzzo, non ha creato i presupposti per attrarre gli investimenti. D’Alfonso è una persona capace e dinamica, ma non rappresenta il nuovo, il rinnovamento che noi chiediamo.
Movimento 5 stelle o Maurizio Acerbo?
Il Movimento 5 stelle ha dimostrato molta vitalità, è un movimento di rottura, che fa emergere il malcontento giustificato nei confronti dei partiti, ma non mi rispecchio nell’organizzazione del movimento, nei metodi: il partito tradizionale, che funziona, garantisce meglio il ruolo di mediazione politica tra cittadino e istituzione. Acerbo è lontanissimo dalla mia ideologia politica liberale, però riconosco che è una persona preparata.
Tra l’equidistanza e la politica dei due forni tipica dei partiti centristi il passo è breve…
Non è certo il nostro caso: ritengo importante la coerenza e scelte di campo nette, e non ci piacciono i voltagabbana. La politica si basa sugli ideali, non sull’opportunismo.
Si riferisce a qualcuno in particolare?
Ai quei candidati che hanno militato nel centrodestra, e che ora sono passati, all’ultimo momento, poco prima delle elezioni, nel centrosinistra.
Che confronto attiverete, come associazione politica, con i candidati nel prossimo mese di campagna elettorale?
Una volta usciti i programmi li inviteremo tutti a un confronto e esporremo loro le nostre proposte e idee che riteniamo importanti per il futuro governo della regione.
Qualche proposta in anteprima?
Non voglio anticipare nulla, stiamo lavorando al manifesto e saranno proposte concrete, puntuali, non semplici petizioni di principio.
Avete saltato un giro, al prossimo invece cosa farete?
Prossimo banco di prova sicuramente saranno le elezioni comunali. Del resto abbiamo già nostri aderenti candidati alle amministrative di maggio, tutti con liste civiche.
Equidistanti anche alle elezioni europee?
L’Europa deve essere rivista, quello a cui noi aspiriamo è il modello degli stati uniti d’America, dove i singoli stati non condividono solo tagli e austerity, ma una vera politica economica e industriale.




