PESCARA – “Domenica scorsa è stato l’anniversario del sisma che nel 1915 distrusse diversi centri della Marsica; siamo al secondo anniversario della tragedia di Rigopiano; il 6 aprile prossimo sarà il decennale del sisma dell’Aquila; a seguire il 24 agosto sarà il terzo anniversario del terremoto del Centro Italia, che ha coinvolto ben 6 comuni dell’aquilano, 15 del teramano e uno di Pescara. Queste drammatiche ricorrenze, che hanno sconvolto tante vite e intere comunità, impongono una riflessione che onori le vittime, con un’azione decisa e programmata, dove non c’è da tagliare nastri, ma da impegnarsi giorno dopo giorno, passo dopo passo, per rendere il nostro Abruzzo una regione più sicura da un punto di vista della prevenzione”. 

Così, in una nota, Marco Marsilio candidato del centrodestra alle prossime elezioni regionali.

“L’Italia è un paese fragile – aggiunge – e il rischio idrogeologico è tra quelli che comporta un maggiore impatto sociale ed economico, secondo solo a quello sismico. L’antropizzazione e la costruzione di nuove infrastrutture oltre a mutare l’assetto del territorio, accrescendo la possibilità che si verifichino dissesti, hanno determinato una maggiore esposizione di persone e beni alle azioni delle calamità”. 

“Occorre cambiare passo rispetto al passato. D’intesa con i sindaci – spiega Marsilio -, va predisposto un piano anti dis-sesto, mirato alla progettazione esecutiva di opere rapidamente cantierabili. La manutenzione dei boschi, degli alvei dei fiumi e delle aree a rischio valanghe, esondazioni e frane deve esserne elemento costitutivo. E’ giunto il tempo di dare risposte alla comunità abruzzese attraverso un percorso, che va condiviso e verificato con i sindaci e le forze sociali, economiche e produttive delle zone interessate; c’è bisogno di una visione amministrativa, uno stile nell’azione sul territorio, improntata sul realismo e la semplificazione e riduzione dei passaggi burocratici”.

“E’ questa, una mentalità che va messa in campo con altrettanta forza nell’ambito della ricostruzione post sisma. Il presidente dell’Ance di Teramo Raffaele Falone – prosegue -, ha denunciato la inaccettabile lentezza che contraddistingue l’istruttoria delle pratiche della ricostruzione nell’area del secondo cratere, falcidiato dagli eventi del 2016-2017. Il raffronto in termini numerici evidenzia la totale inadeguatezza degli interventi messi in campo durante la gestione politico amministrativa del cen-trosinistra sia a livello nazionale sia regionale”.

“Mentre in occasione del terremoto dell’Aquila dal 2009 al 2011, in due anni e mezzo, sono stati rilasciati ben 20 mila pareri per le istruttorie relative all’edilizia privata, con la concessione dei relativi contributi. Nell’area dell’aquilano e del teramano interessate dal secondo sisma, invece, gli iter conclusi sono meno di 30. Siamo, evidentemente, di fronte a ritardi imputabili esclusivamente alle colpe della cattiva politica, che non ha saputo affrontare adeguatamente il problema. Per questo – sostiene Marsilio – è importante dare vita in Regione ad una nuova stagione dell’amministrare, con il contributo dei sog-getti portatori di sani interessi, con i quali affrontare la questione nodale della riorganizzazione dell’assetto della governance e della velocizzazione del rilascio dei contributi”.

“Il conteggio delle vittime dei tanti eventi drammatici per dissesto idrogeologico o per sisma, in Abruzzo e in Italia, è atroce. Proprio per questo, il loro sacrificio impone alla politica delle reali ri-sposte e non chiacchiere elettorali. Secondo i dati elaborati dal Parlamento, il costo dei terremoti degli ultimi 50 anni in Italia è pari a 150 miliardi di euro, 3 miliardi l’anno. Inoltre, ad esclusione del terremoto del Friuli del 1976, per tutti gli altri eventi il periodo di impegno finanziario è ancora pienamente attivo. A fronte di una cifra così enorme è facile comprendere che se queste risorse fos-sero state investite nella messa in sicurezza dei nostri territori oggi non avremmo citta e paesi distrutti, comunità affiancate e famiglie disperate”.

“Proprio per le terribili esperienze recenti che l’Abruzzo ha vissuto,  attraverso buone pratiche di  prevenzione e cura del territorio, può e deve assumere le caratteristiche di una regione nazionale e europea attraverso un pensiero complesso e qualitativamente elevato, che la proietti verso nuove e possibili sfide”, conclude Marsilio.