L’AQUILA – Lucia Pandolfi è ufficialmente il primo candidato consigliere del centrosinistra della provincia dell’aquila alle elezioni regionali del 25 maggio prossimo.
Per il presidente della commissione di Vigilanza del Consiglio provinciale aquilano l’investitura è arrivata direttamente da Luciano D’Alfonso, il favorito numero uno nella corsa per la candidatura alla presidenza della regione alle primarie della coalizione in programma domenica prossima, 9 marzo.
D’Alfonso, per il quale la contesa alle pre-consultazioni appare una formalità’, ha “benedetto” la discesa in campo dell’ex sindaco di Montereale (L’Aquila) nel partecipato evento di martedì sera in occasione del suo secondo passaggio all’Aquila, che si è tenuto nella sala conferenze dell’hotel Canadian.
Non a caso la Pandolfi, che ha ricevuto inequivocabili attestati di stima dall’ex sindaco di Pescara, sarà candidata proprio nella lista del presidente di espressione civica.
Promosso dal comitato “È Regione ovunque con Luciano D’Alfonso presidente”, del quale la Pandolfi è promotrice, l’evento ha richiamato circa 250 persone in rappresentanza della società civile, del mondo della cultura e dell’imprenditoria aquilana, ma soprattutto del mondo accademico e della sanità con tanti docenti e medici. Insieme a tanti cittadini comuni.
Insomma, un mix interessante bipartisan che ha a cuore il cambiamento, una prova del fatto che la candidatura viene dal basso, quindi dalle istanze più vere, e non è imposta dall’alto o dalle non sempre giuste e meritorie dinamiche di partito.
Alla luce di ciò, probabilmente, la Pandolfi costituisce una outisider “pericolosa” nella serrata e già tesa lotta alla conquista di uno scranno a palazzo dell’Emiciclo in provincia dell’Aquila, e forse anche per questo all’evento non si sono visti i dirigenti dei partiti della coalizione di centrosinistra.
“Sono molto soddisfatta della risposta della mia gente e del calore e della vicinanza nei confronti dell’Aquila mostrata da D’Alfonso che per me è già candidato alla presidenza – ha spiegato la Pandolfi – Cercherò di ripagare la fiducia che mi è stata accordata contribuendo a un vero cambio di passo sociale ed economico nel territorio aquilano altrimenti destinato all’abbandono e al degrado”.
Accanto a D’Alfonso e alla Pandolfi anche l’avvocato aquilano Antonio Valentini, presidente dell’associazione culturale e d’impegno sociopolitico “Insieme”, che ha unito (di qui il nome) numerosi pezzi della città che conta desiderosi di cambiare marcia a 5 anni dalla tragedia del 6 aprile 2009.
Poi, Giulio Cocciolone, presidente del comitato promotore “È Regione ovunque con Luciano D’Alfonso presidente”.
Tra il pubblico c’erano presenze importanti, come il prorettore dell’Università dell’Aquila, Carlo Masciocchi, anch’egli sceso in campo come socio fondatore di “Insieme” e richiesto come interlocutore privilegiato dall’ex sindaco di Pescara, che anche in altre occasioni ha indicato l’Ateneo come principale azienda locale su cui il capoluogo possa puntare per uno sviluppo alternativo e complementare a quello dovuto a una ricostruzione post-sisma i cui fondi peraltro arrivano a singhiozzo.
Significativa anche la presenza di Rinaldo Tordera, presidente dell’associazione teatrale l’Uovo ma soprattutto ex direttore generale della Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila (Carispaq) nella sua epoca d’oro, esperto conoscitore della realtà sociale, economica e produttiva del capoluogo e dei cambiamenti intercorsi prima e dopo il terremoto.
Al nuovo governatore, Tordera ha chiesto “capacità di dialogare con il sistema industriale non per promettere nuovi posti di lavoro o nuovi insediamenti, peraltro irrealizzabili a causa delle attuali pastoie burocratiche, ma per proporre il ‘Sistema Abruzzo’ come un competitore attrattivo grazie alla forza peculiare dei suoi singoli territori che, insieme, mettono a fattor comune le proposte migliori”.
Ha poi suggerito “una riflessione su quanto le Fondazioni abruzzesi possano fare. Fino a qualche anno fa le 4 Fondazioni Abruzzesi ‘avevano 5 banche’, le quattro Casse e la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona – ha ricordato Tordera – Lo scenario odierno lo conosciamo e gli operatori, sia aziende che privati, stanno rapidamente perdendo la capacità di dialogo con il sistema bancario”. (b.s.)




