L’AQUILA – Un clamoroso ed ennesimo cambio di casacca, in vista delle elezioni regionali del 10 marzo agita le acque del centrodestra: l’assessore alla Salute della Lega, la 67enne Nicoletta Verì, sarebbe pronta a scendere nell’agone elettorale, ma non con i salviniani, bensì con la lista del presidente uscente, e ricandidato, Marco Marsilio, di Fdi.
Del resto Verì era già stata accostata a Fratelli d’Italia, partito con il quale ha comunque avuto molti contatti. Poi si è assistito ad una lunga ed estenuante trattativa per ricandidarsi con la Lega. Ma da Verì è arrivato il no che ha fatto infuriare il coordinatore regionale del Carroccio, Luigi D’Eramo, sottosegretario all’Agricoltura, al quale nei molti incontri, anche a pranzo, ha confessato di non voler scendere in campo.
Ora invece spunta questa ipotesi di vederla in campo al fianco del 55enne Marsilio, nel collegio provinciale di Pescara, dove era stata eletta nel 2019 con 4.934 voti, forte dei suoi ottimi contatti e popolarità anche nel territorio di Chieti, nel mondo della sanità, e anche in quello ecclesiastico. Si prefigura insomma una nuova ed ennesima stagione politica alle porte, per Verì, psicologa, ex consigliera comunale di Fi a Pescara, poi consigliera regionale del Pdl dal 2009 al 2014 con il ruolo di presidente della quinta Commissione Affari sociali e Salute, candidata al Senato alle Politiche del 2013 con Scelta civica di Mario Monti, passata infine al Carroccio in vista delle elezioni regionali del 2019, nel momento in cui i salviniani spopolavano con percentuali fino al 35%.
Non si sa se la nuova candidatura sia stata decisa per sua volontà o di per volere del presidente, con il quale fin dall’inizio ha avuto un rapporto di stretta vicinanza tanto da essere considerata più che un amministratore salviniano, un assessore del governatore, ancora in attesa della ricandidatura ufficiale dal tavolo nazionale sulle regionali dove la fa da padrona lo scontro tra i meloniani e la Lega, in particolare alla candidatura contesa in Sardegna, che rischia di rimettere tutto in discussione, anche in Abruzzo, oltre che in Basilicata, Piemonte e Umbria.
In ogni caso, il nuovo caso di spoliazione di Fdi, o meglio di Marsilio, considerato il vero regista delle numerose operazioni di uscita dalla Lega, ha causato altre tensioni nel centrodestra. Una coalizione segnata da sempre da frizioni e spaccature, in particolare causate dal difficile e conflittuale rapporto tra lo stesso Marsilio e D’Eramo.
La Lega, del resto, alle regionali del 2019 aveva preso il 27,5%, pari a 165.008 voti, che valsero ben 10 consiglieri e 4 posti su 6 nella giunta, ma poi ha perso nel corso della legislatura ben 5 consiglieri e un assessore, a favore di Forza Italia e Fdi. Ultimo addio, pesantissimo, quello dell’assessore all’Ambiente ed Energia, Nicola Campitelli, approdato in Fdi, che sarà ricandidato nonostante il pressante invito di D’Eramo, inascoltato d Marsilio, a premiare chi ha “tradito” il partito con cui è stato eletto.
L’ulteriore perdita di Verì, ovvero di un secondo assessore, di fatto è ora vista da D’Eramo e soci anche come il venir meno delle regole non scritte del tavolo nazionale, che due mesi fa ha stoppato i passaggi di casacca, soprattutto degli assessori.
Per la verità, in seno al centrodestra che mira alla storica conferma, si è alla ricerca di una intesa: nei giorni scorsi, dopo mesi di gelo, c’è stato un incontro tra gli ‘alleati nemici’ Marsilio e D’Eramo, alla presenza del senatore di Fdi Guido Liris, ex assessore regionale al bilancio ed uomo vicino al governatore, e i capigruppo della Lega, Vincenzo D’Incecco, e di Fdi, Massimo Verrecchia. Le posizioni su Verì sono però rimaste come prevedibile distanti, e le parti hanno convenuto di rivedersi. Per ora rimane il clima di tensione.
A tutta questa storia destinata, a due mesi dalle elezioni, a far riflettere esponenti ed elettori di centrodestra, fa da sfondo il fatto che Verì vedrà tra i suoi avversari, anche nel vicino collegio di Chieti, e in campo nella lista del candidato presidente, Luciano D’Amico, il genero Manuel Pantalone, il 36enne assessore al Commercio, Sport e Politiche giovanili al Comune di Chieti, direttore operativo dell’importante impresa di famiglia Archis, che rifornisce di apparecchiature elettromedicali agli ospedali pubblici e privati
Pantalone è marito infatti di Francesca Neri, figlia di Nicoletta Verì.
E allora, dopo il no alla candidatura della Lega da parte di Verì, si era materializzato in casa leghista il tremendo sospetto che le resistenze dell’assessore avevano come motivo quello di non fare concorrenza al genero, nello stesso bacino elettorale di Chieti e Pescara. Sospetto infondato: Verì punta a restare sulla cresta dell’onda, anche a discapito del genero, ma soprattutto della Lega.






