SULMONA – Giudizio in chiaroscuro di quattro anni di governo regionale di centrosinistra, liste per le regionali ormai prossime praticamente pronte, obiettivo superare il 10 per cento dei consensi. Con quale coalizione? “Sono gli altri che devono decidere con chi stare”. Tanto che non è in atto alcun confronto, né a destra né a sinistra.
Andrea Gerosolimo, avvocato 44enne di Sulmona (L’Aquila), ritenuto il re del civismo in Abruzzo, traccia un bilancio della Giunta guidata fino a pochi giorni fa da Luciano D’Alfonso, al quale riconosce “incredibili capacità di ottenere finanziamenti” e ad AbruzzoWeb annuncia per settembre la costituzione di quattro direttivi provinciali del movimento “Abruzzo Insieme” e per ottobre una grande manifestazione di piazza, a Pescara, “dove ci aspettiamo cinquemila persone”, che sancirà l’avvio vero della campagna elettorale, senza risparmiare bordate agli altri fermenti del mondo civico.
Consigliere regionale di Abruzzo Civico, fino al marzo scorso assessore al Lavoro e alle aree interne prima dello strappo consumato insieme al suo collega Mario Olivieri e a Donato Di Matteo del Partito democratico, poi passato al gruppo di Regione Facile, con i quali ha dato vita al contenitore che nel 2014, ha sostituito il movimento che ha eletto due consiglieri regionali, Gerosolimo parla dei quattro anni di centrosinistra alla guida della Regione come di “un’occasione persa”, almeno per quanto riguarda “la modalità di spesa” di quelle ingenti risorse che il governatore è stato capace di attrarre.
“Ci sono state senz’altro cose buone, perché l’azione di D’Alfonso si è caratterizzata anche per fatti positivi, non era mai accaduto che la Regione ricevesse finanziamenti di tale entità nel passato”, fa osservare Gerosolimo, “quello che abbiamo e continuiamo a contestare è stato il metodo e le scelte su come indirizzare e spendere queste risorse. Certamente è positivo il fatto che sono arrivati ingenti finanziamenti, negativo è il fatto che l’azione non si è contraddistinta per essere positiva per i territori, quelli in difficoltà sono rimasti tali e sono tanti”.
“La situazione è più o meno è quella che era cinque anni fa. È noto che io e Di Matteo lo abbiamo contrastato arrivando a dimetterci, però un lato positivo c’è – insiste il consigliere regionale – ed è quello delle risorse arrivate”.
“I dati sulla percentuale di fondi comunitari spesi dalla Regione non sono incoraggianti? Quando si parla di fondi europei spesi e non spesi ci si riduce a parlare di percentuale, bisogna vedere la percentuale di quelli spesi come è stata spesa – fa osservare Gerosolimo – in passato sono stati letteralmente dilapidati, meglio spendere un euro in meno, ma quelle somme spenderle bene in modo che generano sviluppo”.
L’Abruzzo che si avvia all’ultimo scampolo di legislatura, nell’imminente decisione sulla data del voto, che cadrà tra la fine dell’anno e l’inizio del 2019, Gerosolimo lo vede in buone mani, perché “al timone c’è una figura riconosciuta, oltre che capace ed equilibrata e di straordinaria esperienza”, dice a proposito di Giovanni Lolli, “sono molto fiducioso”.
“Credo si debba fissare la data del voto seguendo quello che dice la legge, non mi sono preoccupato granché della data – aggiunge – ritengo che non vadano fatte forzature né in un senso né nell’altro, saranno i presidenti di Giunta e Consiglio e quello della Corte d’Appello a stabilire la data”.
Gerosolimo lancia poi delle stilettate alle Civiche d’Abruzzo, contenitore di esperienze cui fanno riferimento tra gli altri Gianluca Zelli, Giovanni Di Pangrazio e Daniele Toto, che va accreditandosi per le prossime elezioni con lo sguardo rivolto più al centrodestra: “Non credo che esistano in vita, sono semplicemente dei nomi e dei simboli – dice – ma in termini di contenuti e candidati credo ci sia molto, molto poco”.
Abruzzo Insieme, invece, al quale Gerosolimo ha dato vita assieme a Di Matteo e Olivieri, “sarà il contenitore che tra il 3 e il 14 settembre tappezzerà di manifesti l’Abruzzo e svelerà il nome, che potrebbe anche essere un altro”.
“Dalla riunione fatta a fine giugno a Pescara si è potuta riscontrare una partecipazione di oltre 40 sindaci e 400 amministratori in Piazza Unione, avremo una lista competitiva, in alcune province addirittura con un’abbondanza di candidati tale da esserci l’ipotesi di metterne in piedi addirittura un’altra”.
Resta solo da sciogliere in quale campo giocare la partita: “Sono gli altri che devono decidere se stare con noi, dimostreremo di essere una forza di cui l’Abruzzo non può fare a meno”, dice. E d’altra parte, di dimostrazioni in questa direzione Gerosolimo le ha già date con le amministrative di Sulmona, dove ha portato alla guida della città Annamaria Casini una coalizione civica senza il supporto dei partiti, e di Avezzano, dove ha contribuito alla vittoria di Gabriele De Angelis, oggi iscritto a Forza Italia ma che lo scorso anno si propose con una coalizione a forte impronta civica.
“A quanto puntiamo? A settantamila voti, a superare il 10 per cento!”, aggiunge sicuro. Praticamente il doppio di quattro anni fa, quando Abruzzo Civico ne raccolse 33.600, pari al 5 per cento dei consensi.
Sull’ipotesi di una candidatura del vice presidente del Csm Giovanni Legnini, corteggiato dal Partito democratico che lo ritiene l’unica carte vincente con cui poter riaprire una partita che ad oggi sembrano giocarsi centrodestra e Movimento cinque stelle, Gerosolimo è cauto: “È una grande figura di cui non posso neanche parlare perché ricopre un ruolo talmente importante che non compete a me commentare, è una grande risorsa per l’Abruzzo a prescindere dal ruolo che ricoprirà, perché è tra le più alte cariche dello Stato”.
Nessun confronto, ad oggi, né con il centrodestra né con il centrosinistra: “Noi andiamo avanti – dice – abbiamo un dialogo quotidiano solo con gli amministratori, stamattina ne abbiamo incontrati altri con Donato tra Scafa e Caramanico Terme, come facciamo tutti i giorni”.






