L’AQUILA – Corsa contro il tempo per la modifica della legge regionale 51 del 2004 al fine di consentire ai sindaci abruzzesi, anche quelli dei comuni superiori ai 5mila abitanti, di candidarsi alle elezioni regionali di primavera prossima, senza essere costretti a dimettersi 90 giorni prima dalla presentazione delle liste.
La richiesta è stata avanzata con forza dall’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), per voce del presidente regionale Gianguido D’Alberto, sindaco di centrosinistra di Teramo, ed è arrivata sul tavolo della conferenza dei capigruppo in consiglio regionale.
Ma un eventuale emendamento di modifica andrà approvato entro giovedì 10 agosto, cioè prima dello scattare del “semestre bianco”, durante il quale non può essere modificata la legge elettorale, ed ultima spiaggia è rappresentata dalla seduta del consiglio regionale fissato martedì 8 agosto.
Il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, avrebbe definito ragionevole la proposta, ma nel centrodestra ci sarebbero resistenze dettate dalla realpolitik , in quanto conti alla mano, sarebbero molti di più i sindaci di centrosinistra, con una dote di voti dovuta alla loro carica, a voler scendere in campo, rispetto a quelli del centrodestra. e allora la tentazione potrebbe essere quella di lasciare tutto come è. Lo stesso è avvenuto del resto con la complessiva legge di modifica elettorale, perorata dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha come punto forte l’istituzione del collegio unico regionale, al posto degli attuali quattro su base provinciale, e che arrivati a questo punto, molto difficilmente potrà essere approvata il zona Cesarini.
L’Anci ritiene quanto previsto dalla legge regionale 51 “irragionevole, illegittimo e ingiusto”, e pertanto occorre passare, come avviene in altre regioni, dalla “ineleggibilità” alla semplice “incompatibilità”: ovvero anche un sindaco di un comune sopra i 5mila abitanti può candidarsi a consigliere regionale o addirittura a presidente della Regione, senza essere costretto a dimettersi in anticipo, con il comune affidato ad un commissario. Una volta svolte le elezioni regionali, se eletto il sindaco può decidere di andare a fare il consigliere o restare sindaco.
C’è anche da parte dell’Anci una richiesta subordinata, rispetto a quella principale della rimozione dell’ineleggibilità: l’abolizione del termine dei 90 giorni per dimettersi che decorre dalla data di presentazione delle candidature, che ha tempistiche a dir poco incerte e consentire almeno ad un sindaco di dimettersi il giorno stesso che presenta la sua candidatura. Allo stato attuale un sindaco che intende candidarsi dovrebbe dimettersi non oltre metà ottobre, visto che si tornerà alle urne tra febbraio e marzo 2024.
“La presentazione delle candidature – spiega infatti il presidente Anci -, viene fissata a 30 giorni dalle elezioni, e questo costringe i sindaci a dimettersi in un tempo incerto poiché le elezioni solitamente vengono indette tra i 60 e i 45 giorni dal voto”.
Ha commentato infine D’Alberto: “apprezziamo, anche se pur tardiva, l’apertura del consiglio regionale alla sacrosanta e giusta richiesta dei sindaci di rimuovere una norma ingiusta, che penalizza il livello istituzionale dei sindaci, quello più vicino ai cittadini, e che chiede di ripristinare correttezza e giustizia nella legge sulla ineleggibilità e sulla incompatibilità. La rimozione della ineleggibilità e la sua sostituzione in caso di incompatibilità consente di ripristinare una condizione di dignità istituzionale per l’esercizio dell’attività dei sindaci abruzzesi che sono penalizzati rispetto ai colleghi di altre regioni. La norma abruzzese è un unicum nel panorama italiano e penalizza fortemente i sindaci”.
“È un’azione di collaborazione istituzionale e di rispetto per la dignità del ruolo dei primi cittadini che abbiamo l’occasione di rimuovere. Oggi i sindaci non sanno neppure la data di rimozione della stessa causa di ineleggibilità. In tutte le regioni italiane ciò non accade. Ora i capigruppo regionali sono informati così come tutti i consiglieri: apprezziamo la loro disponibilità al dialogo ma vogliamo vedere la volontà di accogliere queste richieste da parte del sindaci abruzzesi formulate addirittura da anni”, conclude D’Alberto.




