PESCARA – L’ex parlamentare di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, candidato presidente della Regione con le Civiche d’Abruzzo, rilancia il suo vecchio pallino delle primarie di centrodestra per la scelta del candidato governatore della coalizione e indica persino una data: il 16 dicembre, “data tra l’altro inizialmente indicata per il voto regionale”. 

Per farlo, prende spunto dalle “primarie” lanciate da AbruzzoWeb, una manifestazione d’opinione tesa al gradimento del candidato, senza valore statistico, convocando una conferenza stampa oggi a Pescara, nel corso della quale non risparmia attacchi a questo giornale, a suo avviso reo di aver commesso errori riguardo l’affidabilità del sistema di voto.

Una proposta che non ha provocato, finora, reazioni.  

“Qualunque tipo di sistema che va a coinvolgere i cittadini, in questo caso per la scelta dei candidati, è un metodo giusto e corretto. Però la rete mostra dei limiti strutturali, che abbiamo già visto per quanto riguarda le regionarie dei Cinque stelle, la rete non è esente da manipolazioni, volontarie o involontarie”, afferma denunciando come “purtroppo non è vero che da ogni computer si possa votare una sola volta, ma si può farlo molteplici volte”. 

Il rilevo dell’ex parlamentare e qualsiasi altra allusione, questo giornale, le rispedisce al mittente visto che il “sondaggio non sondaggio” è stato molto apprezzato soprattutto in un momento di stasi nel centrodestra; inoltre, si sottolinea che se da un lato Di Stefano, sia pubblicamente sia dietro le quinte, bolla negativamente questa iniziativa, dall’altra, secondo quanto si è appreso, si è gettato anima e corpo nella breve campagna elettorale chiedendo il voto agli esponenti del mondo civico che rappresenta.

Quella di Di Stefano non l’unica delle, per la verità, pochissime critiche sull’esperimento da parte di esponenti di un centrodestra confuso che ha reagito in maniera convulsa e compulsiva alla proposta, confermando il nervosismo, la conflittualità, le spaccature ed i cattivi rapporti tra alcuni dei big. 

Anche il consigliere regionale di Forrza Italia e papabile alla candidatura alla presidenza Mauro Febbo, in un primo momento, aveva espresso perplessità sulla “tenuta” del sistema di voto, salvo poi prontamente fare retromarcia in seguito alle razionali spiegazioni dei promotori. 

Complessivamente, le reazioni confermano una situazione non beneaugurante all’interno di una coalizione incapace di scegliere il candidato alla presidenza con una terna di Fratelli d’Italia congelata da settimane, che sta dilapidando giorno dopo giorno il vantaggio, consistente, che tuttavia continua ad emergere dai sondaggi politici. 

Lo spirito delle “primarie” di AbruzzoWeb, compreso dalla maggioranza dei lettori che a migliaia hanno espresso la loro preferenza sin dai primi istanti dell’apertura delle “urne” virtuali, era ed è semplicemente quello di dare ai cittadini, quelli che sembrano avere sempre molta poca voce in capitolo nelle scelte chiave e che mostrano imbarazzo e anche disapprovazione per l’impasse e la confusione in atto nel centrodestra, di dare la loro opinione.

Ribadire che si tratta di un “gioco”, senza crismi dell’ufficialità, valori statistici e tantomeno vincoli di sorta, appare persino irrispettoso nei confronti dell’intelligenza dei lettori.

“Se si va sulle impostazioni, si cancella la cronologia e si può ripartire e rivotare la seconda volta, la terza, la quarta, all’infinito”, fa osservare Di Stefano, tra l’altro tra i più attivi – ribadiamo – nel mobilitare sostenitori e simpatizzanti per votare sulla piattaforma di AbruzzoWeb.

Questo giornale si è affidato ad un sito esterno specializzato, Survio.com, acquistando un servizio, che permette di esprimere un solo voto tanto che al secondo tentativo non permette un nuovo “voto”, per il resto, non è dunque responsabile del suo funzionamento, tantomeno dell’onestà dei singoli utenti che trovano escamotage, più o meno semplici da adottare, per aggirare regole di buon senso.

Ma “basta avere tempo e mettersi davanti al computer”, per Di Stefano, “e in qualche ora si raggiungono migliaia di risultati come questo. Non vuole essere una critica a chi lo ha proposto, condivido il metodo”, aggiunge l’ex parlamentare, che ha dunque rilanciato l’idea di primarie reali per la scelta del candidato governatore.

Di Stefano approfitta della conferenza stampa “ispirata” dal “gioco” di AbruzzoWeb per guardare alla sua ex casa, dopo che per coltivare il sogno di candidarsi alla presidenza per fare giustizia della esclusione dalle politiche dello scorso 4 marzo, ha lasciato Fi, si è promesso alla Lega che lo ha snobbato, prima di ripiegare sul civismo.

Mondo nel quale, comunque, non ha l’unanimità dei consensi, vedi la mancata convetrgenza sulla sua leadership da parte di Azione politica dell’imprenditore pescarese Gianluca Zelli.

“La cena di ieri sera”, commenta a proposito del summit forzista in casa di Berlusconi a Roma, “dimostra che c’è una necessità oggettiva e giusta di rivedere il sistema di scelta dei candidati. Io sono per le primarie, credo che lo sia anche Fratelli d’Italia, che ha addirittura proposto un disegno di legge per introdurlo nell’ordinamento statale”.

Poi torna sul motivo della conferenza stampa tra l’altro trasmessa in diretta Fb da AbruzzoWeb: “Ho apprezzato l’iniziativa ma ho dimostrato che il metodo telematico non è infallibile, è un gioco a cui mi sottraggo”, insiste Di Stefano, “la scelta del presidente è di una importanza straordinaria, ho visto che è convocato un Consiglio regionale nei prossimi giorni per approvare il rendiconto del 2013, cioè quello della giunta Chiodi, significa che c’è un tale scompiglio e confusione nel bilancio della Regione”.

“Si responsabilizzi l’elettorato del centrdoestra, le primarie facciamole reali e non virtuali perché abbiamo dimostrato che quelle virtuali possono essere manipolate”, spiega ancora omettendo che nonostante i rilievi sta partecipando attivamente, “i miei amici non hanno tempo da perdere a stare davanti al pc, vogliamo andare in giro a incontrare le persone e a convincerle della nostra proposta”.

“Non perderemo tempo a votare coi telefonini in mano per far vedere chi è più veloce col ditino, ma preferiamo andare in giro, iniziamo sabato da Navelli (L’Aquila) per dire cosa pensiamo di fare sulle ricostruzioni 2009 e 2016, una si è incagliata per responsabilità di questo governo, l’altra non è mai partita”, chiosato l’ex consigliere regionale di An, ricordando gli imminenti appuntamenti sul programma previsti per il 28 a Pescara sui giovani, il 30 novembre all’Aquila e di nuovo a Pescara sulla sanità.