PESCARA – Giorni decisivi per il completamento delle liste dei candidati, da presentare e far vidimare agli Uffici circoscrizionali nei tribunali dei quatto capoluoghi abruzzesi entro le 12 del 10 febbraio, e in agguato per chi non ha ancora chiuso la partita potrebbero esserci sorprese clamorose, con cambi di casacca dell’ultim’ora, destinate a rimescolare le carte. E’ il caso ad esempio di Donato di Matteo, ex potentissimo assessore regionale del Pd.
Di Matteo era pronto a tornare protagonista della politica dopo essere stato per anni uno dei mister preferenze delle tornate elettorali, e lo avrebbe dovuto fare con la lista Abruzzo insieme, la civica a sostegno del candidato presidente della Regione per il centrosinistra, il professor Luciano D’Amico. E invece, da quanto si apprende, Di Matteo potrebbe correre con Azione, il partito di Carlo Calenda, e del segretario regionale Giulio Sottanelli. L’ufficializzazione potrebbe arrivare dallo stesso Calenda, che sarà domani a Teramo e sabato a Pescara per la presentazione delle liste di Azione.
Un riposizionamento, quello di Di Matteo, che a pochi giorni dalla presentazione delle liste, complica le cose per Abruzzo Insieme, lista a cui lavorano in particolare l’ex presidente del Csm, ex commissario sisma 2016 e già candidato presidente del centrosinistra nel 2019, Giovanni Legnini, il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto e l’ex sindaco di Pescara, Marco Alessandrini.
Del resto la lista Abruzzo insieme è tacciata da i Riformisti, ovvero dalla lista Italia viva, Socialisti e +Europa, di essere una sorta di “Pd bis”, e non va dimenticato che Azione fino all’ultimo ha tentato di imporre la candidatura a presidente della Regione dell’ex parlamentare ed ex consigliere regionale Carlo Costantini, che ora sarà candidato sindaco di Pescara.
La casa giusta Azione, insomma, per Di Matteo, che ha rotto i ponti con il Pd, e che quando è stato assessore ha avuto una tormentata permanenza nella maggioranza di Luciano D’Alfonso.






