ROMA – Nonostante ormai da anni sia impegnato a Roma, lo sguardo, attento, non si è mai distolto dalla sua terra.

Anzi, il consigliere di amministrazione Rai Rodolfo De Laurentiis, ex parlamentare dell’Unione di centro, dedica buona parte della sua attività all’Abruzzo. Anche nell’ambito del servizio pubblico radiotelevisivo.

L’amore nei confronti dei territori natii, De Laurentiis è nato 52 anni fa a Collelongo (L’Aquila), e la voglia di dare una mano alla sua Regione, potrebbero farlo tornare di nuovo protagonista nelle vicende politiche.

A cominciare dalle elezioni regionali che potrebbero svolgersi tra la fine dell’anno e i primi mesi del 2014.

“Noi ci saremo”, spiega nel corso della cordiale chiacchierata con AbruzzoWeb nel suo studio al settimo piano dello storico palazzo Rai di viale Mazzini a Roma.

Ma la vera novità è che De Laurentiis non si presenterà con l’Udc: ha lasciato il partito della Vela e sta lavorando a una nuova formazione politica, un’operazione della quale non svela molti particolari.

“C’è bisogno di un contenitore per costruire una idea, un progetto, una visione strategica dal punto di vista economico e sociale per il Paese per sopperire alla incapacità della politica di interpretare le istanze della gente e di risolvere le gravissime problematiche economiche e sociali”, si limita a dire.

Intanto, nel territorio regionale è presente tra la altre cose con la “sua” associazione, Abruzzo Moderno. I motivi che lo hanno spinto a uscire dall’Udc, nonostante l’amicizia con il leader, Pier Ferdinando Casini?

L’alleanza elettorale con Monti e le scelte sulle candidature in Abruzzo dove il partito ha puntato sul vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, esponente del Movimento per le autonomie e non iscritto all’Udc, inviso alla base della Vela. E allo stesso De Laurentiis.

Partiamo dal fatto del momento in Abruzzo, visto anche che lei è originario dello stesso paese di Ottaviano Del Turco. Che ne pensa della sentenza di primo grado del tribunale di Pescara?

Non mi permetto di valutare le sentenze perché le stesse si applicano. Tuttavia umanamente mi dispiace, conosco Del Turco da anni e non posso che provare un sentimento di autentica partecipazione in questo momento di difficoltà.

Prima deputato, poi consigliere di amministrazione della Rai, ma sempre con la “testa” all’Abruzzo.

Ho sempre seguito l’Abruzzo, anche quando le vicende della vita mi hanno portato lontano. L’ho fatto e lo farò sempre con il cuore e con la passione di chi ama profondamente la propria terra. D’altra parte, anche oggi buona parte della mia attività è tesa a dare un contributo alla mia regione. Anche nella gestione del servizio televisivo pubblico, il 50% delle mie fatiche le riservo all’Abruzzo in termini di iniziative di sviluppo e crescita, tra le altre cose, contribuendo a non far spegnere i riflettori sulla tragedia dell’Aquila e dei territori limitrofi e operando come cinghia di trasmissione tra le eccellenze regionali e la comunità nazionale.

Come vede il quadro politico attuale?

L’attuale sistema dei partiti mostra evidenti segni di affaticamento. La politica si sta mostrando incapace di interpretare le istanze della gente e di risolvere le gravissime problematiche economiche e sociali. I partiti sono accartocciati all’interno di una mancanza assoluta di strategia economica.

Come si cambia, come si arriva alla svolta?

Credo che si avverta la necessità di un soggetto nuovo in grado di contenere una idea, un progetto, una visione strategica dal punto di vista economico e sociale per il Paese rompendo anche con quella consuetudine di pensiero che ha portato l’Italia a decrescere negli ultimi 20 anni. Oggi più che la caratterizzazione ideologica sono convinto sia necessaria la costruzione di un progetto di sviluppo economico che permetta al Paese di tornare a crescere, di ridistribuire ricchezza, di dare occupazione, ma che sia accompagnato anche da misure che assicurino equità e giustizia sociale.

Sta lavorando a un futuro politico che la coinvolga direttamente?

Non ho mai smesso di fare “politica” intesa come impegno nei confronti della mia terra con la fiducia di poter contribuire a superare la crisi che sta vivendo ormai da troppo tempo.

Parla delle Regionali?

Noi ci saremo. Comunque, guardo con attenzione e in silenzio l’attuale situazione caratterizzata da un dibattito che stancamente ci sta per consegnare un’altra stagione elettorale di basso livello. Invece, gli abruzzesi si aspettano di avere partiti in grado di fare un salto di qualità, capaci di essere fucina di idee e progettualità e di confrontarsi su un sistema che segni una netta discontinuità con quello attuale.

Il rapporto con l’Udc?

Non esiste già da prima delle elezioni politiche, è così evidente non avendo condiviso né le strategie preelettorali né la scelta delle candidature che in Abruzzo hanno negato ai dirigenti di quel partito qualsiasi basilare principio di partecipazione democratica.