INTRODACQUA – Ad Introdacqua, in Valle Peligna, in provincia dell’Aquila, è devozione salire all’alba sul monte Plaja nella notte di San Giovanni tra il 23 e il 24 giugno, per assistere al sorgere del sole da dietro la Majella, per scorgere la testa del santo. E ancora prima, durante la notte, si lascia all’aperto una bottiglia con acqua e albume d’uovo, e la forma assunta dall’albume al mattino viene interpretata come un segno di buona oppure di cattiva sorte.
In questo luogo ricco di significato, un rito laico si condivide ora tutto l’anno: quello del piacere nello stare insieme, in armonia con la natura, in un luogo ospitale per tutte le età.
Grazie all’appassionata intraprendenza di Fabio Spinosa Pingue, 58enne imprenditore della grande distribuzione e dell’azienda agro-zootecnica F.lli Spinosa, Bosco Plaja è stato allestito e valorizzato, spiega, “per un atto di amore per il mio paese d’origine, e perché voglio praticare con i fatti e non con le parole il principio della responsabilità sociale d’impresa, con iniziative che vi assicuro non sono nate per guadagnarci soldi…”.
Incontriamo Spinosa Pingue in occasione di uno degli eventi di punta, La Pascolata, negli ultimi due fine settimana di settembre, con mercati artigianali, dibattiti, degustazioni di vino, l’ensemble della banda Acmi di Introdacqua che va avanti e indietro, il premio Valorizzazione del Territorio, i giochi antichi e popolani in legno curati dall’associazione Sestiere Porta Manaresca, la passeggiata con il gregge, il laboratorio sulla genziana, incontri sull’astronomia per illustrare come essa condiziona le scelte del mondo agropastorale, laboratori per bambini, show cooking, la pecora “a lu cuttur”, che ha il sapore di secoli di civiltà pastorale e non meno di quattro ore di cottura a fuoco lento,
Luogo di convivio e promiscuità nato, come visione, ai tempi del distanziamento sociale e dei lockdown.
“Il Bosco Plaja in fondo è frutto del figlio della pandemia del covid – racconta infatti Spinosa Pingue -. A luglio del 2020, con altre persone, ho cominciato a frequentare assiduamente questo posto, per camminate o in bici. Un luogo bellissimo, con un superbo panorama sulla Valle Peligna. Con uno chalet realizzato all’inizio degli anni ’60 da due imprenditori tornati dal Venezuela, abbandonato da una decina d’anni. E quindi la pandemia che ha fatto tutti quei disastri, ci ha spinto, avendo noi supermercati che non si sono fermati nemmeno un giorno, a immaginare questo spazio abbandonato restituito alla comunità, per tutto l’anno o quasi e in tempo di pace”.
Prosegue Spinosa Pingue: “Abbiamo subito acquistato lo chalet, abbiamo lavorato con la nostra famiglia, con i nostri consulenti e collaboratori, per trasformarlo in un agriturismo di montagna, in modalità fai-da-te, comodo e ospitale, anche con posti letto nella baita. Il posto è già incantevole e non abbiamo fatto altro che interpretarne la bellezza senza interventi invasivi. Un luogo plastic free, sostenibile, dove bisogna venire con lo spirito giusto per rilassarsi, spegnendo anche il telefono, possibilmente…”.
L’inaugurazione il 24 giugno 2021, data dall’alto valore simbolico, il giorno di San Giovanni, e diventa così intellegibile il murales dedicato a Gabriele D’Annunzio e ai suoi versi tratti da La figlia di Iorio, “domani è San Giovanni, fratel caro, su la playa me ne vo’ gire per vedere il capo mozzo dentro il sole all’apparire”.
“Da questa immagine, tra il sole che non riesce a sorgere, la luna che non riesce a tramontare, le persone ci vedono presagi di venture e di sventure. Quindi per noi peligni, sia che viviamo qui, sia che ci siamo spostati, che siamo andati fuori, questo è un luogo magico”.
Altra curiosità riguarda il bel dehors incastonato nella pineta, con tanto di pianoforte.
“Prima c’era una vecchia tettoia malmessa da sostituire, e siamo venuti a sapere di questa struttura che era custodita in un magazzino di Sulmona, da una decina d’anni. Proveniva dall’Aquila. Era accaduto infatti che un locale l’aveva acquistata nel post terremoto per collocarla all’esterno, su piazza Duomo, ma non ottenne le autorizzazioni, anche a seguito delle feroci polemiche che si erano scatenate. Qui invece ci sta davvero bene”.
Eventi di punta, a Bosco Plaja, l’apertura del Mountagninjazz di Introdacqua, la Polentata di novembre e poi, appunto, La Pascolata.
“L’abbiamo ideata nel 2019, tenuto conto che la mia famiglia ha anche una attività zootecnica, siamo anche pastori. È una restituzione alla comunità. Perché voglio dire questo: io sono imprenditore del posto, non uno di quelli mordi e fuggi. Devo far quadrare i conti, guadagnare il giusto, pagare stipendi, ma non sono innamorato del dio denaro. A me hanno insegnato in famiglia il lavoro, la serietà, l’abnegazione, fare le cose fatte bene con la consapevolezza che al camposanto non ci porteremo via niente. Ed è la soddisfazione di aver creato un posto bello come questo, sono queste giornate di spensieratezza, questo piacere nello stare insieme, con la famiglia, gli amici, conoscere gente nuova, mangiare, bere e chiacchierare in compagnia, quello che davvero conta”.






