TERAMO – Anche nel centrosinistra, in vista delle regionali del 10 marzo impazzano incontri, vertici, assemblee, call e telefonate per comporre le liste, da presentare il 9 febbraio, a supporto di Luciano D’Amico, 63enne docente di Economia aziendale, ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua, la società regionale del trasporto pubblico, che dovrà vedersela il presidente uscente Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, a capo della coalizione di centrodestra.
Ma a differenza del centrodestra dove, con qualche eccezione, vedi Fratelli d’Italia a L’Aquila, il quadro è già abbastanza delineato, per la coalizione Patto per l’Abruzzo, che è riuscito non senza fatica a convergere sul candidato presidente solo il 21 settembre, le liste sono ancora un cantiere aperto, con molti nodi ancora da sciogliere. Se nel Pd man mano il quadro va delineandosi con già molti punti fermi, e il Movimento 5 stelle attende come da suo statuto le autocandidature e la scelta successiva degli iscritti, in alto mare si è ancora per la lista del presidente, come pure per le formazioni civiche, in particolare quella che fa riferimento al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto. E lo stesso dicasi per la lista che dovrebbe vedere insieme Demos e Articolo 1, ma non è detto Sinistra Italiana. Pochi nomi certi anche per Abruzzo Riformista, che vedrà insieme Italia viva, Socialisti e +Europa, e per Azione, che correrà da sola.
Seppure i botteghini diano il centrosinistra in svantaggio, si respira comunque un clima di ottimismo, sulla possibilità di recuperare. Anche perché, si ragiona, questa volta Pd e alleati vanno insieme al Movimento 5 stelle e alle regionali del febbraio 2019 il centrodestra di Marsilio prese 299.949 voti, pari al 48%. Il candidato del centrosinistra, Giovanni Legnini, ottenne 195.394 voti pari al 31,2%, la candidata del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi, ora emigrata in Forza Italia, prese 183.630 voti, pari 30,6%.
Essendoci alle regionali un turno unico e secco, nel 2019 ha vinto Marsilio, ma sommando i loro voti, M5s e centrosinistra ne hanno ottenuti 379.024, un numero ben maggiore. Inoltre in Abruzzo, andando a vedere le politiche del settembre 2022, nonostante la sconfitta, sommando i voti di Pd e alleati, Azione più Italia viva, e quelli dei Movimento 5 stelle, si arriva a quota 292.007 voti, contro i 298.620 del centrodestra, con una distanza di 6.613 voti. Un divario ritenuto non incolmabile, tenuto conto che però le Politiche sono una gara diversa, e alle regionali prima di tutto occorre comporre liste forti, con motivati, affidabili e radicati portatori di voti. Si spera poi nella “malasorte” del governo Meloni, in una congiuntura economica, sociale e geopolitica molto delicata, e che potrebbe innescare alle regionali, questa la speranza, il voto di protesta e di scontento, portando acqua al mulino delle opposizioni anche in Abruzzo.
PARTITO DEMOCRATICO
Cominciamo dunque, nell’aggiornare il totonomi, dal Partito democratico, che nel 2019 ha preso 66.769 voti, pari all’ 11,1% e alle elezioni politiche del settembre 2022, 103.956 voti, pari al 16,6%.
Per quanto riguarda la provincia dell’Aquila in pole position ci sono Rita Innocenzi, da anni sindacalista Cgil e oggi componente del coordinamento politico del Pd, già candidata alle politiche nello stesso collegio L’Aquila-Teramo, dove è scesa in campo per Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, oggi presidente del Consiglio. E Pierpaolo Pietrucci, consigliere regionale al suo secondo mandato, entrambi esponenti della corrente maggioritaria della segretaria Elly Schlein.
In corsa quasi certamente ci saranno Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie, che è già stato consigliere regionale ed assessore ed Enzo Di Natale, sindaco di Aielli.
E ancora Eva Fascetti, eletta consigliere comunale dell’Aquila per il Pd alle ultime elezioni, che però poi ha dovuto lasciare il posto al socialista Gianni Padovani, a seguito di un ricorso al Tar e riconteggio delle schede. Emanuela Di Giovambattista, ex segretaria comunale dell’Aquila.
Circola poi il nome di Antonio Ginnetti, segretario provinciale della Uil-Funzione pubblica. Nell’area peligna e dell’Alto Sangro si parla del consigliere comunale di Sulmona e consigliere provinciale Antonella La Gatta, e del capogruppo del Pd, il commercialista Mimmo Di Benedetto, ex sottoufficiale della Guardia di Finanza, del sindaco di Pacentro, Guido Angelilli.
Nel collegio provinciale di Pescara certi sono dati il consigliere regionale uscente Antonio Blasioli, 3.763 voti nel 2019, e Leila Kechoud, la vicesegretaria regionale. C’è poi Giovanni Di Iacovo, scrittore, ex assessore comunale alla cultura ed ex vicesindaco, salito recentemente alla ribalta delle cronache perché l’organizzazione mondiale Mensa, che si occupa di intelligenza umana dal 1946, a seguito di un test lo ha dichiarato “tra le persone più intelligenti del mondo”.
In corsa potrebbe esserci anche l’ex presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco.
Altro nome che circola è quello del direttore regionale della Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo.
A Chieti sembra esserci sostanziale certezza su tre nomi: il capogruppo del Pd, ed ex assessore alla Sanità e Bilancio, Silvio Paolucci, che alle regionali del 2019 ha preso 6.349 voti. Paolucci è stato fino alla fine in corsa per essere lui il candidato presidente della Regione e poi ha rivestito il ruolo di tessitore dell’alleanza. Ci sono poi l’assessore comunale alle pari opportunità di Chieti, Chiara Zappalorto, e il presidente del consiglio comunale, sempre a Chieti, Luigi Febo.
Buone possibilità anche per Paola Cianci, vice sindaco di Vasto e assessore alle Politiche ambientali e del territorio.
A Lanciano si fa il nome di Elisabetta Merlino, ex consigliere comunale e dirigente del partito, a Francavilla dell’assessore comunale alla Cultura, Cristina Rapino, a Vasto di Anna Bosco, assessore comunale e componente della segreteria regionale.
Infine a Teramo, dove ci sono altri due punti fermi: l’ex assessore all’Agricoltura e ora consigliere regionale Dino Pepe 5.413 voti nel 2019, e l’oramai ex sindaco di Pineto Robert Verrocchio, che ha rassegnato giorni fa le dimissioni da primo cittadino, in quanto nei comuni sopra i 5mila abitanti per una legge regionale scatta l’incompatibilità, con la necessità di dimissioni da sindaco tre mesi prima la presentazione delle liste.
Ambisce ad un posto in lista anche Manola Di Pasquale, ex presidente regionale del partito ed ex presidente dell’Istituto zooprofilattico di Teramo, e il giovane sindaco di Castelli, Rinaldo Seca. Tra le donne c’è anche il nome di Eleonora Magno, consigliere comunale di Montorio al Vomano.
MOVIMENTO 5 STELLE
Per i candidati del Movimento 5 stelle occorre attendere la consultazione on line. A creare difficoltà è il divieto del terzo mandato, sia in regione che in parlamento, e che mette ad esempio fuori dai giochi anche l’ex sottosegretario Gianluca Castaldi, due mandati al parlamento, come pure il due volte consigliere Pietro Smargiassi.
A prescindere dal terzo mandato M5s dovrà fare a meno, tranne clamorose sorprese, di Domenico Pettinari, il più votato in assoluto alle elezioni del 2019 con 9.563 preferenze, che di alleanze con il Pd non vuole sentirne parlare, e si sta concentrando piuttosto per la corsa a sindaco di Pescara, con una sua proposta civica, annunciata oggi.
Dei consiglieri uscenti e con un solo mandato in corsa restano dunque il capogruppo Francesco Taglieri, in provincia di Chieti, proposto anche come candidato presidente della Regione (3.094 voti nel 2019), Giorgio Fedele in provincia dell’Aquila, (2.875 voti) e Barbara Stella, in provincia di Pescara (2.282 voti).
Per M5s dovrebbe essere della partita poi l’assessore comunale di Sulmona, Attilio D’Andrea e a Teramo la consigliera comunale Pina Ciammariconi.
A L’Aquila potrebbe essere proposto l’avvocato e docente di diritto privatoFabrizio Marinelli, tra i maggiori esperti in Italia di usi civici, anche lui proposto da M5s come candidato presidente nel tavolo del campo largo.
AZIONE
Veniamo ad Azione, il partito di Carlo Calenda e del segretario regionale e deputato Giulio Cesare Sottanelli, che ha aderito alla coalizione, ma solo dopo tante resistenze, provando a giocare anche sul tavolo del centrodestra. Il papabile candidato presidente di regione, messo sul tavolo da Azione, Carlo Costantini, ex parlamentare ed ex consigliere regionale, salterà il turno, in attesa di candidarsi a sindaco di Pescara.
Già ufficializzato in provincia di Chieti la candidatura di Antonio Scaparrotta, esperto nella costruzione e gestione di infrastrutture per il trasporto dell’energia e dirigente provinciale.
In provincia dell’Aquila, uno dei candidati potrebbe invece essere Enrico Verini consigliere comunale dell’Aquila, ci sono poi le candidature teramane e in particolare di Roseto degli Abruzzi, feudo di Sottanelli, come Gabriella Recchiuti assessore comunale a Roseto e Nausicaa Cameli consigliere comunale di Giulianova. Pressing anche sull’ex sindaco e consigliere comunale di Roseto Enio Pavone, che però è di quella componente del partito che guarda più, al centrodestra. Sarà probabilmente in corsa Giuseppe D’Alonzo, ex sindaco di Crognaleto, ex Pd, alla sua terza candidatura per il consiglio regionale.
A Chieti ci potrebbero essere innanzitutto il segretario provinciali Giovanni Luciano, la segretaria cittadina di Lanciano, Paola Zulli, come pure, sempre a Lanciano il consigliere comunale ed ex sindaco Giacinto Verna, il sindaco di Perano Gianni Bellisario.
A Pescara c’è intanto l’ipotesi del segretario provinciale e Stefano Torelli e l’ultima parola sugli altri candidati l’avrà ovviamente Carlo Costantini.
ABRUZZO RIFORMISTA
In Abruzzo riformista ci sarà senz’altro in corsa Camillo D’Alessandro, segretario regionale di Italia viva, ex parlamentare e con tre mandati all’Emiciclo, dove è stato anche sottosegretario di giunta. Ci sarà poi l’ex sindaco di Pineto ed ex consigliere regionale, Luciano Monticelli, e Emma Zarroli, già presidente del consiglio e candidata sindaco di Martinsicuro. Nome che può essere messo in campo a L’Aquila è invece il consigliere comunale Paolo Romano.
LISTA DEL PRESIDENTE, CIVICI E PROGRESSISTI
Veniamo alla lista del presidente D’Amico e alle altre coalizioni ancora in fieri.
Nel primo caso, la lista del presidente, nome molto probabile è Sandro Mariani, consigliere regionale di Abruzzo in Comune, due volte in consiglio, l’ultima volta eletto con 4.109 voti.
Non è scontato che riuscirà a fare una lista autonoma Polis 305 del sindaco D’Alberto, dove però ci sono già tre candidati di punta gli assessori teramani Valdo di Bonaventura e Giovanni Cavallari, e a L’Aquila il consigliere regionale uscente di Noi con Legnini, Americo Di Benedetto. 4.041 voti nel 2019, già candidato sindaco nel 2022 nel capoluogo, leader del movimento civico Il passo possibile.
Infine i progressisti di Demos e Articolo 1, stanno ancora definendo il perimetro della coalizione, che dovrebbe aggregare espressioni del mondo civico, del volontariato e dell’impegno sociale. Da quanto si apprende potrebbe prendere però altre strade Sinistra italiana.






